Quota 100: le cento partite sulla panchina dell'Evo Volley di Maurizio Montagnini

Domenica 27 ottobre, nel match contro il VBC Savigliano, il tecnico casalese taglierà il prestigioso traguardo, tra campionato e Coppa Piemonte

CASALE MONFERRATO

A dirla tutta, le panchine sarebbero MOLTE di più, ma il traguardo che Maurizio Montagnini si appresta a tagliare è di particolare rilevanza nel percorso di crescita del Progetto EVO. Domenica 27 ottobre, in occasione del match che vedrà impegnata la formazione di serie C contro il VBC Savigliano, il tecnico casalese dirigerà la squadra per la centesima volta (tra campionato e Coppa Piemonte).

Il tutto, calcolando i recenti tornei regionali (D e C) che hanno visto come protagoniste le ragazze in rossoblu. Un numero importante. Una bella soddisfazione. Per una passione che nasce molti anni fa e che ha visto coach Maurizio indossare la stella della Junior per la prima volta nel 1998. Da assistente di Pierceleste Zambello in under 13, al titolo Regionale conquistato con Roberto Ceriotti al quale ha fatto seguito l’ottavo posto alle finali nazionali in Val Chiavenna.

Dalla B1 con Massimo Lotta, alla formazione di un duo che sta facendo le fortune del club. In simbiosi perfetta con Marco Ruscigni per tentare un’altra scalata, quella al campionato di serie B2. 

Maurizio, da dove incominciamo?

Mi piace ricordare le esperienze maturate con le giovanili. Per la mia crescita sono state fondamentali. Tra tutti i gruppi che ho allenato non posso non ricordare il primo, quello delle atlete nate nel 1988, che ho seguito dall’under 13 fino alla juniores. Marta Auxilia e Giulia Del Nero che sono arrivate in B1 e all’azzurro della Nazionale, ma anche Elisabetta Gilardino, Alessandra Buano, Maria Giulia Prato e tutte, ma veramente tutte coloro che hanno formato un bellissimo gruppo”.

Quali sono stati i momenti più belli, al di la di quelli che possono essere stati i risultati più importanti?

I momenti più belli per me sono quelli fuori dal contesto palestra. Vincere partite e campionati è bellissimo, ma il saluto sincero, la chiacchiera scambiata in allegria e il sorriso vero di un ricordo condiviso, sono molto più gratificanti. Quando capita di incontrare le tue ex giocatrici e vedi che scatta tutto questo beh, vuol dire che qualcosa di positivo lo hai fatto”.

Rifaresti tutte le scelte o c’è qualche rimpianto?

Attraverso gli sbagli si cresce ed è una lunga serie di scelte che compone una carriera. Si, rifarei tutto, perché credo di essermi comportato sempre in maniera corretta. Anche negli errori, mai commessi in malafede”. 

In questi quattro anni e mezzo di strada ne abbiamo fatta, ricordando che siamo partiti quasi da zero…

Se ripenso al gruppo della Prima Divisione non posso che ringraziare tutti uno per uno. Dirigenti e atlete. Siamo stati chiamati per ripartire dal gradino più basso per tentare di risollevare le sorti di un grande club. Lo abbiamo fatto con passione e con un grande amore verso questi colori. Senza quella squadra, quel gruppo di uomini e donne vere, oggi non saremmo qui”.

Quella che abbiamo appena iniziato è una stagione importantissima per il Progetto EVO. Tu come la vedi?

La vedo forse diversamente da come la intendono in molti. Dal mio punto di vista non esiste differenza tra questa stagione e le precedenti. Si va in palestra per lavorare, per dare il 100%, per cercare di esprimere il miglior gioco possibile. Per divertirci e far divertire il pubblico. Solo alla fine sapremo la verità, ma non vorrei creare pressioni inutili perché le responsabilità è giusto prendersele, ma chi è abituato a stare in campo sa che la classifica alla fine è fatta di tanti piccoli particolari”.

Quando si festeggiano traguardi come le 100 panchine, qualche ringraziamento ci sta.

Ringrazio in primis le due società. La Junior che mi ha scelto per ripartire e l’Alessandria Volley che mi ha confermato in questo splendido gruppo di lavoro. Grazie ai dirigenti, alle atlete, a tutti coloro che ci sostengono, sponsor e tifosi. E grazie alla mia dolce metà Anna, che mi appoggia e sostiene in questa mia grande passione”. 

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