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"Periferie in movimento" nella chiesa di San Domenico

Domenica 26 novembre, alle 16, lo spettacolo di Sergio Salvi (tastiera e canto) e Silvana Mossano (monologhi e canto)

CASALE MONFERRATO

«Che merito ho, io, per avere diritto a ciò che a te è negato?».

E’ l’incipit di uno dei monologhi di «Periferie in movimento», lo spettacolo di teatro - canzone realizzato e allestito, nel 2023, da Sergio Salvi e Silvana Mossano.

Il canovaccio è quello già collaudato nei recital «E vienimi a cercare» (ispirato alla Buona Novella di Fabrizio De André),«Dammi tempo» e «Un po’ di pace, please»: un’alternanza tra canzoni di autori italiani e monologhi inediti, per riflettere, con l’aiuto delle parole e della musica, sul senso del nostro stare nel mondo.

Che non parte per tutti allo stesso modo, nonostante la terra su cui viviamo sia una sfera e ogni punto, di qualsiasi periferia, sia equidistante dal centro. Eppure c’è chi comincia la partita della vita con in mano le carte più buone, e chi, invece, ha solo il due di picche; c’è chi ha l’acqua e chi no, chi la spreca e chi è costretto a elemosinarla, c’è chi ammira il cielo illuminato di stelle e chi lo vede soltanto trafitto dalle scie dei razzi e dei droni, chi conosce le carezze e chi i colpi di machete, chi si addormenta con le ninne nanne e chi viene svegliato dalle bombe o dalle raffiche di mitra.

E poiché la vocazione degli uomini è la ricerca del bene, del benessere, della gioia, quando non la trovano si mettono in cammino e la vanno a cercare.

Da qui il titolo dello spettacolo «Periferie in movimento» che ha ancorato temi di grandissima attualità a una ricorrenza: nel 2023 sono trascorsi trent’anni dalla morte di don Tonino Bello. Fino agli ultimi giorni della sua vita, già gravemente provato dalla malattia, fu instancabile uomo di pace e di dialogo, come parroco e poi vescovo della Diocesi di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi e anche come presidente di Pax Christi.

Don Tonino, però, nella storia dell’umanità, non è stato il solo paladino del monito di equità, pace e giustizia. Molte sono state (e sono) le voci di questo coro appassionato (se pur, talora, sfiduciato) e infaticabile di uomini e donne perbene, di tutte le terre e di diverse ideologie e religioni, a cui la scelta dei brani musicali e i testi dei monologhi si ispirano.

«Periferie in movimento» si compone di otto canzoni di autori come: Andrea Mingardi, Edoardo Bennato, Laura Pausini, Renato Zero, Gian Piero Alloisio, i Gang, Vinicio Capossela. I brani musicali vengono proposti secondo la personale interpretazione di Sergio Salvi, inclusa la speciale versione di «Oh Freedom», con testo inedito in italiano scritto da Silvana Mossano, autrice anche di tutti i monologhi che si intercalano alle canzoni e raccontano la storia di Berenice, l’abominio della guerra e dell’odio, le tante facce della vulnerabilità umana, le visioni di una stella lontana che forse non c’è più ma che continua a brillare. Anche i monologhi sono accompagnati dai sottofondi musicali suonati da Sergio Salvi.

Promosso da «Cantiere Speranza», lo spettacolo «Periferie in movimento» debutta nella Chiesa di San Domenico domenica 26 novembre alle ore 16. Le riflessioni conclusive sono affidate a don Desiré Azogou, vicario generale della Diocesi di Casale.

Sergio Salvi tastiera e canto, Silvana Mossano monologhi e canto. Al mixer, Paolo Rossi.

Durata: 1 ora e 5 minuti.

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