Vittorio Turino, ormai ex direttore sportivo del Città di Casale allontanato dall'incarico dopo il pareggio a Trino, come vivi questo momento?
"Male. Sono passate due settimane ma non riesco a farmene una ragione. Dopo la gara pareggiata a Trino ho avuto un confronto con parte della dirigenza nel cortile del Palli, durato pochi minuti, dove alla fine mi è stato comunicato verbalmente che io e mister Perotti saremmo stati mandati via”.
Eppure la classifica è deficitaria: solo sei punti prima dell'esonero. Poi il pareggio nel derby con Bellingeri nuovo allenatore. Quali difficoltà ci sono state?
"Non c'è dubbio che errori si sono fatti ma nel calcio bisogna capire le circostanze per cui nascono i risultati, senza farsi trasportare dalle emozioni, per poi porvi rimedio. Birolo infortunato alla prima giornata e, subito dopo, lo stop di Beatrice che giocano nello stesso ruolo. Cicogna che improvvisamente decide di smettere di giocare. Una squadra da costruire con tanti giocatori nuovi. Non vogliono essere scuse, ma certo mister Perotti non è stato fortunato in questo senso".
Ti viene contestata una campagna acquisti non degna della maglia nerostellata.
"Bisogna tenere presente il budget. Come principio secondo la mia esperienza non devi sforare in tal senso anzi cercare di avanzare un capitale per eventuali correzioni. Era un principio fondamentale che mi ripeteva spesso il Presidente Giuseppino Coppo. Canino non è certo una seconda scelta visto che è stato, la stagione precedente, il migliore difensore in Eccellenza. Birolo, giocatore con esperienza di serie D. Amin arrivava da un campionato vinto a Robbio e Rodriguez dell'Eccellenza. Poi i giovani presi hanno forti margini di miglioramento, come ad esempio l’attaccante Canuto a cui bisogna dare tempo di ambientarsi in categoria. Infine sono intervenuto sul portiere prendendo Cerruti, che mi pare non abbia bisogno di presentazioni, senza colpevolizzare troppo Hoxha, che ha avuto forti pressioni, e Ravetto sceso in campo solo in due occasioni. Penso che Cerruti possa dare quelle sicurezze alla difesa come Michele Castagnone fece nel campionato vinto in Eccellenza”.
Però perdere i due attaccanti migliori della scorsa stagione, Rolando e Mullici, non è stata una scelta popolare. Si poteva fare di più per trattenerli?
"Rolando gioca in Eccellenza a Borgosesia, società abituata e strutturata per la serie D dove ha l' oppurtunità di fare il giocatore a tutti gli effetti, mentre Mullici, che per qualità potrebbe giocare in D, ha un costo pari agli altri quattro attaccanti che sono in rosa attualmente al Città di Casale.
Ritengo però che il mio errore sia stato non fare un sacrificio prendendo Luca Mazzucco che tra l’altro è stato il primo giocatore che ho contattato a giugno”.
Non era forse il caso di intervenire prima in certe zone del campo visto un inizio difficile?
"Si, probabilmente abbiamo sottovalutato un precampionato non esaltante dove abbiamo preso troppi gol ma dopo la partita di Trino in campionato avevo avuto segnali positivi. Poi ovviamente a dicembre si sarebbe dovuto intervenire in alcuni ruoli ma, secondo me, senza stravolgere la rosa”.
Essere allontanati con mister Perotti è il segnale che per la società voi due siete i colpevoli di questo inizio stagione certo non esaltante?
"Mi dispiace per Claudio Perotti, allenatore valido e preparato. Secondo il mio giudizio meritava più tempo e i risultati sarebbero arrivati comunque. Troppo poche sei partite per valutare il lavoro fatto e la prospettiva di una squadra. Io e lui abbiamo avuto un confronto con la tifoseria organizzata dopo la gara persa con la Gaviese prendendoci le nostre responsabilità. Meritava di giocare il derby con l’Alessandria a cui tenevo anch’io in modo particolare. Poi la società avrebbe potuto prendere le decisione del caso nei dovuto modi”.
Per il futuro del campionato come vedi i nerostellati?
"Ora c'è un calendario più agevole e sono convinto che la squadra può puntare ai play off contando anche dell'effetto derby sia per entusiasmo creato dalla gara che per l'incasso che potrà essere reinvestito nel mercato invernale. Me lo auguro per la maggioranza dei tifosi nerostellati e per i giocatori, per mister Bellingeri a cui ho fatto gli auguri ribadendo anche a lui, come fatto alla società in precedenza, che non condividevo l’esonero di Perotti”.
Cosa ti ha lasciato questa parentesi al Città di Casale?
"Molta amarezza. E' la prima volta in 25 anni di dirigente di cui dieci nel Casale che non concludo la stagione con la stessa squadra in cui ho iniziato. Dall'altro canto mi consola il fatto di avere ricevuto proposte da diverse società. Mi consola però la vicinanza di tanti amici oltre quella degli affetti più cari. Le tante telefonate di stima di ex allenatori e giocatori con cui ho collaborato, di tante persone di sport e in particolare quella del Presidente Lino Gaffeo e della super tifosa nerostellata Giovanna che sinceramente mi hanno commosso oltre farmi un enorme piacere”.
La questione Appierto andava probabilmente gestita meglio, come qualcuno sostiene?
"Gestita in che modo? Molte volte si scrive e si danno giudizi senza conoscere i fatti solo per avvalorare una propria tesi. Personalmente mi sono limitato a presentare Luigi Appierto, con cui abbiamo vinto un campionato in Eccellenza (già allora con l’amico Piero Gaidano in società),e ottenuto un nono posto in D al Presidente e al Vice Presidente del Città di Casale, convinto che il connubio potesse solo fare del bene alla società. Sul resto, lettera dei Fedelissimi, comunicato del Città di Casale e risposta di Appierto io non ho nessuna responsabilità. Tanto che tutto ciò è successo dopo quattro mesi dall’incontro! Certo mi avrebbe fatto piacere tornare a lavorare con Appierto nel calcio, ma questa è un'altra questione. Chissà che un giorno possa capitare ovviamente in un altro contesto”,
Ci sarà un futuro prossimo da dirigente nel calcio per Vittorio Turino?
"In questo momento ho deciso di aiutare il Pdhae in Valle d'Aosta nel ruolo che occupavo la scorsa stagione in serie D. Non è detto che poi possa riavvicinarmi in zona sposando un progetto serio e di crescita, dove i valori umani siano in primo piano al di là della categoria di appartenenza della prima squadra”.


