Se pensi a Stay o' Party dopo qualche secondo non può che venirti in mente il suo volto. Sono bastati appena 12 mesi a Fabio Favarin per entrare nel mondo di Stay e diventarne una colonna portante. Oggi il numero uno giallorosso, classe 1991, con un passato importante nelle categorie più disparate del calcio regionale, oltre ad essere un semplice giocatore della prima squadra è anche uno dei due allenatori della formazione Juniores.
Si, perchè Stay O' Party quest'anno, partecipa per la prima volta ad un campionato giovanile. I giallorossi sono infatti una delle tredici squadre del girone alessandrino del campionato Juniores e domani, sabato 10 ottobre, affronteranno alle ore 17 a Borgo San Martino, la Junior Calcio Pontestura nel primo derby stagionale.
"Le cose si sono evolute in una maniera in cui speravo - ha dichiarato Fabio in una bella chiacchierata a margine della seduta di allenamento di giovedì - Sono arrivato a Stay O' Party, in una società ambiziosa, fidandomi delle persone che avevo di fronte, e non mi sono sbagliato. Questo mi ha permesso di esprimermi al meglio in campo ma anche di intraprendere tutto un percorso esterno che mi ha portato a fare questa scelta particolare. Quest'anno insieme a Christian Demichelis alleno la formazione Juniores, al suo primo campionato assoluto in categoria. Già in passato mi ero cimentato con la gestione di gruppi di calciatori più piccoli, ma nella scorsa stagione, con la Moncalvese, che ringrazio e finalmente quest'anno è tornata nel calcio federale, sono stato l'allenatore della formazione Juniores del campionato CSI. Seppur si trattasse di un impegno differente, è stata un'esperienza importante che mi ha confermato sul campo quanto desiderassi un giorno intraprendere sul serio questa avventura".
Una coppia di lavoro ben assortita, a cui si aggiungono anche il direttore responsabile Matteo Bongiorno ed i preziosissimi dirigenti Giovanni Felice, Massimo Costanzo e Alessandro Arrobbio.
"Non conoscevo Christian, e sono bastati pochi minuti alla prima riunione organizzata dalla società, per capire che avremmo potuto trovare un'alchimia corretta. Ci suddividiamo il lavoro sul campo, entrambi possiamo sviluppare alcuni lavori che da soli non si potrebbero fare. Lui ha già il patentino per allenare, io mi iscriverò al primo corso per la quale mi sarà possibile partecipare. Nel mentre cerco di essere il collante fra la prima squadra e la juniores anche perchè, così come vuole la società, queste due realtà devono vivere in stretta collaborazione. Mi piace dare consigli, in campo, fuori dal campo. Passando concetti che non devono essere sottovalutati: l'attenzione, la dedizione al lavoro sono secondo me i più importanti; ricordandosi sempre che il calcio deve essere una passione. Una bella passione".
Come fai a stare dietro a tutti questi impegni. Oltre al lavoro, passare ogni sera della settimana e pomeriggio del weekend sul campo non è mica facile.
"Certo, è un impegno importante, che può risultare a volte pesante, perchè dal lunedì alla domenica sono sempre impegnato con il calcio. Non nascondo che una volta che finirò a giocare il mio sogno sarebbe quello di continuare in questa veste anche perchè il mondo del calcio mi piace molto e mi ha dato tanto in questi anni. Ho vissuto diverse esperienze, in tanti posti differenti, mi piace fare tesoro di ogni insegnamento per implementare ancora di più il mio bagaglio di competenze".
Per quanto riguarda la stagione? Cosa ti aspetti da questo 2021 di Stay?
"Son sincero, mi aspetto molto da questa stagione, ma non per forza per quanto riguarda la sfera dei risultati. Certo, fare bene in termini di punteggio fa sempre piacere, soprattutto nello sportm ma il vero obiettivo di quest'anno è un altro. Lavoriamo quotidianamente per far crescere questi ragazzi sia per quanto riguarda il calcio che nello spirito. Non voglio passare per esagerato, ma le cose che apprendi in uno spogliatoio sono cose che da più adulti tornano in tante dinamiche. Nei rapporti con gli altri, sul posto di lavoro, in famiglia. Quindi, si cerca di fare il meglio possibile in più di riuscire a portare ad affacciarsi alla prima squadra il maggior numero possibile di ragazzi. Già in queste prime settimane qualcuno è venuto con noi la domenica, addirittura scendendo in campo senza sfigurare. Questo deve essere il punto di partenza di tutto. Sarà un bel percorso".


