La Spagna abdica... e la cosa, sotto sotto, ci fa piacere!

I 'campioni di tutto' eliminati dopo appena due partite: continua la maledizione dei detentori del trofeo

CASALE MONFERRATO - 

Perché in fin dei conti un po’ tutto lo avevamo sperato. Perché funziona così, perché il bello del calcio è anche questo. La Spagna a sorpresa saluta il Mondiale con un turno di anticipo alla seconda partita del girone. “La gara della vita” come l’aveva definita alla vigilia Diego Costa se la porta a casa “tanti cari saluti” il Cile del “El Niño Maravilla” Sanchez. L’altro Niño, Torres, osserva laconico prima dalla panchina poi per uno spezzone di gara dal campo. E’ finita un’era, quella della squadra più forte di tutti i tempi. Due campionati europei, un titolo mondiale. Mai nessuno era riuscito a fare tanto. Il tutto nel giorno dell’abdicazione di Re Juan Carlos dal trono di Spagna. Parliamo di storia e non stiamo esagerando. 

Vince il Cile 2-0 con i sudamericani già aritmeticamente qualificati agli ottavi di finale. Resta soltanto da capire con quale posizione. Il tutto si deciderà nella sfida con l’Olanda di lunedì prossimo. Una squadra che ha capovolto i pronostici che nonostante un Vidal a mezzo servizio ha nei suoi punti di forza grande velocità ed un ritmo offensivo davvero difficile da contenere. La Spagna fa presto ad andare in difficoltà. Vargas prima e Aranguiz poi siglano la double che vale il k.o. tecnico prima dell’intervallo. Nella ripresa a nulla serve il forcing spagnolo. Dalle parti di Bravo non si passa. Giù la saracinesca, tutti a casa. 

La tensione in casa della Seleccion si percepiva da giorni. Il calcio è strano. Sopra di un gol con l’Olanda a pochi minuti dalla fine del primo tempo in campo pareva esistesse soltanto una squadra. Chiaro, non più il team schiacciasassi a cui ci eravamo abituati ad avere a che fare negli ultimi 7-8 anni, ma comunque una squadra invidiabile, con tantissimi individualità di prim’ordine e quella solita trama di gioco che tanti frutti aveva portato fino ad ora. Invece è bastata una capocciata assurda di Robin Van Persie per far crollare un castello fatto di certezze e personaggi intoccabili. Con il Cile fuori Piquè e Xavi. Per affondare ci si gioca il tutto per tutto. Del Bosque lo sa e schiera i giocatori che almeno apparentemente possono assicurargli maggior tenuta fisica. Non basterà. La nave colerà a picco. 

Era già successo nel 2002 alla Francia, nel 2010 all’Italia, ora la Spagna. Nelle ultime quattro edizioni di Coppa del Mondo la squadra vincitrice della precedente viene eliminata a sorpresa già nella fase a gironi. Non tanto meglio era andata al Brasile nel 2006 che si era fermato poco più avanti. Ai quarti di finale. Una maledizione che continua e che a questo punto arricchisce di ulteriore verve un Mondiale a dir poco eccezionale. Chiamatelo “eccesso di Hýbris”, chiamatelo bollore, chiamatela sfortuna o punizione divina. Quello che conta è che la Spagna è eliminata e che sotto sotto la cosa ci piace da morire.

Simone Solomita
Ricerca in corso...