Jcp, intervista ad Andrea Temporin

uno dei giocatori dalla più lunga militanza in maglia giallo-rosso-blu fa il punto della situazione

La Lega Nazionale Dilettanti ha prorogato, in data 15 aprile, la sospensione dell’attività agonistica fino al prossimo 3 maggio. Una data che oggettivamente lascia poco spazio alla concreta possibilità di portare a termine l’attuale campionato. Nel frattempo la FIGC ha ufficialmente sospeso tutta l’attività legata al Settore Giovanile Scolastico. Si va verso una chiusura in via definitiva perché la messa in sicurezza che si cercherà di organizzare per la serie A, è improponibile per il calcio dilettantistico. Un clamoroso nulla di fatto. Ecco quello che si prospetta all’orizzonte. Resta solo da stabilire come verrà messa in archivio la stagione. Senza promozioni e retrocessioni come già avvenuto in altre discipline sportive? Qualche settimana e tutto sarà più chiaro. Il punto della situazione in casa JCP proviamo a farlo con uno dei giocatori dalla più lunga militanza in maglia giallo-rosso-blu: Andrea Temporin.

Una situazione veramente incredibile ed un ventaglio di soluzioni che si assottiglia giorno dopo giorno. “ Probabilmente i tempi tecnici non ci sono più – commenta Temporin – ed è un vero peccato. Penso a chi era in lotta per il vertice e chi giocava per salvarsi, ma anche a tutti quei ragazzi che come me, hanno dovuto rinunciare ad un pezzo della loro vita per via di questa epidemia. Improvvisamente è venuto a mancare lo spogliatoio, l’allenamento, il confronto con l’avversario, ma soprattutto il contatto con il gruppo. Siamo pronti ad accettare e a rispettare le decisioni che verranno prese, soprattutto mettendo avanti ad ogni cosa la salute delle persone. Non siamo professionisti, ma amiamo questo sport e siamo disposti a fare di tutto per rimetterlo in carreggiata”.

Una stagione che era iniziata alla grande. Superamento del turno di Coppa Piemonte ed un avvio di campionato spumeggiante: “ Non ci aspettavamo nemmeno noi un avvio così. Probabilmente il migliore degli ultimi anni, frutto di un’intesa e di una crescita che è partita da lontano. Sei settimane in testa alla classifica ci hanno fatto cambiare la visione dei nostri obiettivi, supportati da prestazioni di buon livello e da vittorie oltremodo meritate”.

Le partite-chiave, purtroppo in negativo, potrebbero essere state quella interna con la Chiavazzese (pareggio subito all’ultimo secondo) e la trasferta ad Andorno Micca, dove è arrivata una sconfitta che ha dato il la ad una clamorosa catena di squalifiche ed infortuni. Otto giorni che hanno capovolto il mondo della JCP. “ Credo che la svolta sia arrivata proprio a cavallo di quelle due partite. Si è rotto qualcosa, difficile trovare il motivo o la causa scatenante. Fatto sta che improvvisamente si sono perdute le sicurezze. Chiavazzese e Andorno ci hanno come tagliato le gambe, ribaltando la situazione e creando problemi anche a livello psicologico”.

 

Con il La Chivasso e gli Orizzonti. Le ultime due tappe di un lungo viaggio con al timone mister Sergio Merlo. La successiva decisione di cambiare guida tecnica e l’arrivo di mister Roberto Casone. “ Gli infortuni sono stati molti, troppi. La squadra già in passato aveva attraversato momenti difficili, ma ne era sempre uscita. Questa volta la società ha deciso di lanciare al gruppo un segnale forte poiché lo stallo perdurava ed il cambio in panchina è arrivato all’improvviso, completamente inaspettato. Un fulmine a ciel sereno. Lo spogliatoio si è compattato, cercando risposte sul campo”.

La squadra, complici gli infortuni, ha stentato a rimettersi in carreggiata, ma i segnali prima dello stop provocato dall’epidemia di COVID 19 erano incoraggianti. Compresi quelli lanciati nel derby perduto con lo Stay O Party. “ Il derby di ritorno è la sintesi di cosa significhi essere alla JCP. La squadra in questi anni è cresciuta; i giovani sono diventati il punto di riferimento dei juniores che si stanno affacciando in prima squadra, ma lo spirito è rimasto lo stesso. Eravamo sulla strada giusta per uscire da un momentaccio e quello che abbiamo mostrato nei 90 minuti del derby, è il volto di un team con tanto entusiasmo e carattere. La sconfitta certo non ha intaccato tutto questo”.

Rimane il rimpianto per non aver potuto tentare l’impresa di agganciare il quinto posto. L’ultimo utile per i play-off. Pensi che sarebbe stato possibile? “ Mai dire mai. Al momento nulla è stato deciso ufficialmente. Siamo eventualmente pronti a ricominciare, ripartendo da capo con i dettami del nuovo tecnico e con la voglia di essere protagonisti. Se non sarà possibile ci proietteremo alla stagione successiva, sperando di avere l’opportunità per dimostrare il nostro valore”.

E’ ovvio che prima o poi si ricomincerà. Come te la immagini la ripresa? “ Non riesco ad immaginarmela. Sarà sicuramente strana. Si dovranno mettere in sicurezza gli impianti, ci si dovrà allenare diversamente… insomma, un mondo tutto nuovo. Cambierà molto, soprattutto nella testa delle persone, perché una crisi del genere si supera solo se si è maturi e si dimostra con i fatti di essere dei veri uomini, ancor prima che degli atleti”.

 

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