È calato il sipario sulla Company Cup 2025, e il finale non poteva essere più spettacolare. Organizzata con passione dall’associazione AmaCup Casale, la competizione ha tenuto banco per tre settimane al campo “E. Bianchi” di Oltreponte, trasformandosi in molto più di un semplice torneo tra aziende: è stata una vera festa dello sport, della solidarietà e dello spirito di squadra.
Sette le aziende partecipanti – Allara, Bobst, Energica, Marazzato, Pastorfrigor, Vignola, Zerbinati – insieme alla rappresentativa dell’associazione. Una sfida all’ultimo gol che ha coinvolto colleghi, amici e famiglie, con un pubblico caloroso e sempre presente. L’energia era palpabile: ogni partita è stata una piccola finale, con l’entusiasmo alle stelle.
TERZO POSTO: PASTORFRIGOR NON FA SCONTI
Nel pomeriggio infuocato di inizio estate, alle 17.30, si è giocata la "finalina" tra Energica e Pastorfrigor. Pochi dubbi sul campo: la Pastor ha dominato con determinazione. Finisce 8-2 con una pioggia di doppiette: Costanzo, Miglietta, Werghemi e Ratta mettono il sigillo per Pastorfrigor. Energica salva l’onore con le reti di Sostene Fabio Di Blasi e Filippo Di Perri, ma nulla può contro la furia offensiva degli avversari.
LA FINALE: MARAZZATO VS ALLARA – EMOZIONI E SPETTACOLO FINO ALL’ULTIMO
Alle 18.30, con il cielo tinto dai fumogeni, la mascotte GiGa di Attivamente, i bambini e i ragazzi dell’associazione Attivamente in campo per l’ingresso delle squadre, un’atmosfera da brividi:
È la finalissima: Marazzato contro Allara.
Marazzato parte a razzo nel primo tempo: il capitano Omar Varelli apre le danze, seguito dai sigilli di Simone De Felice e Luca Corsaro. Allara però non cede: nella ripresa accorcia con Mattia Tommasi e Kristofer Preka, portandosi sul 3-2, mettendo pressione ai leader. Quando il pareggio sembrava nell’aria, Corsaro firma la sua doppietta personale per il 4-2, e Domenico Luisi chiude i conti nel finale: 5-2. Marazzato è campione.
PREMIAZIONI TRA SORRISI, COMMOZIONE E GRANDI VALORI
In un clima carico di emozione e riconoscenza, hanno partecipato alla premiazione tutte le persone che sono state vicine all’organizzazione: Luca Novelli (vicesindaco e assessore allo sport),Matteo Romagna (presidente di ASI Alessandria),Daniele Bonelli (Direttore generale del Casale Calcio),e Simona Carrettoni (ambasciatrice della Dynamo Camp). Con loro, i membri dell’associazione organizzatrice: Samuele Albiero (Presidente),Davide Viola (Segretario),Matteo Mistroni (Vicepresidente) e tutto lo staff di AmaCup Casale.
I RICONOSCIMENTI INDIVIDUALI
• Fair Play: Domenico Luisi (Marazzato) – esempio di leadership e generosità, nei momenti di difficoltà, ha saputo unire la squadra e si è improvvisato portiere dopo l’infortunio del compagno. Per lui, la maglia ufficiale nerostellata, offerta dall’ASD Città di Casale.
• Miglior Portiere: Ferdinando Imberti (Allara) – un muro tra i pali, protagonista assoluto in tutto il torneo.
• Capocannonieri (6 gol): Matteo Lanziani e Luca Ratta (Pastorfrigor), Sostene Fabio Di Blasi (Energica). Premio a Lanziani e Ratta per il miglior piazzamento.
• MVP del torneo: Omar Varelli (Marazzato) – capitano con la “C” maiuscola, cuore pulsante della sua squadra, carismatico e instancabile.
CLASSIFICA FINALE
1° – Marazzato
2° – Allara
3° – Pastorfrigor
4° – Energica
IL GESTO PIÙ BELLO: DONAZIONE ALLA FONDAZIONE VERONESI
Il momento più toccante arriva a fine evento, con la consegna dell’assegno solidale alla Fondazione Umberto Veronesi. Una scelta dalla squadra Marazzato, vincitrice del torneo, che ha voluto dedicare la vittoria a colleghi scomparsi prematuramente. Dovevano essere 1.500€, ma grazie a donazioni extra di alcune aziende e al lavoro instancabile dei volontari – capaci di tagliare i costi al minimo – si è arrivati a 2.000€. Un esempio virtuoso di come sport e impegno sociale possano camminare insieme.
UN EVENTO CHE HA FATTO SQUADRA. SUL SERIO.
La cosa più bella? Non sono stati solo i trofei, i gol o i selfie post-partita. Sono stati i legami. I racconti dei giocatori parlano di amicizie nate tra reparti diversi, tra colleghi che prima nemmeno si conoscevano. Una rete che va oltre il calcio, fatta di rispetto, collaborazione e voglia di costruire qualcosa insieme.
“Qui non ha vinto solo una squadra, ma ha vinto l’unione”. Questa la frase che meglio riassume lo spirito della Company Cup.
L’evento si è chiuso con un terzo tempo da incorniciare: foto di gruppo tra le finaliste e lo staff, sorrisi veri e la promessa di ritrovarsi ancora. Perché se c’è una cosa che questa Company Cup ci ha insegnato, è che lo sport può cambiare le persone. E renderle squadra.
Ci vediamo l’anno prossimo!


