Caso Berretti, sconfitta a tavolino per il Casale

Un turno di squalifica a Ribeiro e un punto di penalizzazione alla squadra nerostellata

CASALE MONFERRATO - 

Squalifica per una giornata per Fabiano Ribeiro, vittoria a tavolino (0-3) per la Pro Patria, un punto di penalizzazione (e multa di 500 euro) al Casale. È la sentenza del giudice sportivo sulla vicenda, ormai nota in tutta Italia, della partita del campionato Berretti Casale – Pro Patria, interrotta sabato scorso, al 38' del primo tempo, dopo un presunto insulto razzista contro il calciatore nerostellato Fabiano Ribeiro (che aveva reagito con una manata al volto, da qui l'espulsione e la squalifica): i compagni e lo staff tecnico per solidarietà avevano lasciato il campo e l'arbitro aveva così dichiarato la gara ufficialmente sospesa al 45'.

A prima vista potrebbe sembrare una 'stangata' sul Casale ma in realtà il verdetto, almeno nei suoi contorni generali, era ampiamente atteso e non deve sorprendere. L'arbitro aveva subito infatti dichiarato di non aver udito il presunto insulto razzista (altrimenti avrebbe dovuto egli stesso sanzionare duramente il difensore della Pro Patria) e non ne ha fatto menzione nel referto. E quindi, come si legge nella motivazione della sentenza “dagli atti ufficiali non è riconducibile alcun elemento che confermi la motivazione addotta della società Casale e per la decisione assunta di ritiro dal terreno di gioco e che pertanto dagli atti ufficiali emerge esclusivamente un comportamento della società Casale passibile di provvedimento ex art. 53 NOIF”.

Insomma, non essendoci una prova agli atti non poteva essere presa una decisione diversa, anche se la vicenda non è conclusa qui in quanto è aperta un'inchiesta della procura federale che sarà molto approfondita.

Il fatto ha avuto un enorme eco mediatica, in quanto ricordava molto da vicino l'episodio del milanista Kevin Prince Boateng che aveva lasciato il terreno di gioco per gli insulti razzisti di alcuni tifosi della Pro Patria seguito da tutti i rossoneri, tanto che le due società hanno proclamato il silenzio stampa, anche per proteggere i due giovani da pressioni eccessive per la loro età.

Redazione On Line
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