Si riparte dal ‘Natal Palli’ e dal ricordo del beffardo gol del portiere Paroni e di una promozione sfumata in extremis nella maniera peggiore. Quella nefasta domenica di fine maggio, in cui il Casale pareggiò 2-2 con l’Entella e venne eliminato dai play off, dispiega i suoi effetti ancora adesso in quanto il Casale dovrà giocare a porte chiuse fino al 31 ottobre per la sanzione inflitta dal giudice sportivo in seguito agli incidenti che si verificarono nell’immediato dopopartita.
Sono passati appena tre mesi, ma pare un’eternità. Dopo un’estate travagliata, in cui il glorioso club nerostellato ha seriamente rischiato di non iscriversi alla Seconda Divisione e di ricominciare dai campionati regionali, salvato dall’intervento dell’ex presidente Giuseppino Coppo che ha garantito la fidejussione di 300mila necessaria all’iscrizione, il Casale si presenta ai nastri di partenza del campionato completamente rinnovato.
Nuova proprietà, nelle mani della famiglia Goveani (il padre Roberto, noto per essere stato alla guida del Torino, con cui ha vinto la Coppa Italia del 1993, e della Nuorese, e il giovane figlio Umberto, che ne ha assunto la presidenza),nuova dirigenza (il direttore generale è Antonio Sorano),nuovo allenatore (Paolo Rodolfi) e una squadra rivoluzionata in maniera pressoché totale, con appena tre reduci (il difensore Tommaso Silvestri e gli attaccanti Nicholas Siega e Alessio Curcio) dalla passata stagione.
Il nuovo Casale è una squadra soprattutto giovane, con tanti ragazzi promettenti da valorizzare e alcuni elementi d’esperienza (i difensori centrali Massimo Russo e Simone Cirina, i centrocampisti Anouar El Kamch e Daniele Molino, il trequartista Gaetano Grieco, su cui si punta molto e a cui spetterà il compito di raccogliere l’eredità di Riccardo Taddei, finito al Rimini) a far loro da ‘chioccia’ e guidarli in un campionato sempre complicato quale è la Seconda Divisione.
Una squadra che ha già iniziato la stagione nel migliore dei modi, conquistando la qualificazione in Coppa Italia, vincendo entrambe le partite con la Pro Patria, una della favorite alla promozione, e Vallée d’Aoste.
“Questo è un ottimo gruppo, molto coeso – racconta il tecnico Rodolfi –. Aver vinto le due partite in Coppa Italia, anche se il nostro obiettivo è chiaramente il campionato, aiuta a trovare convinzione per una squadra completamente rinnovata come la nostra, in cui solo tre giocatori su ventitré hanno giocato assieme l’anno scorso. E, circostanza da non trascurare, i nostri giovani hanno ampi margini di miglioramento, e questo è l’aspetto più importante su cui lavorare”.
In questa strana domenica d’inizio settembre è strano anche l’avversario, il Milazzo, squadra siciliana inserita nel girone settentrionale in quanto, grazie ai collegamenti aerei, avrebbe più facilità a spostarsi nel Nord che sulle più disagevoli strade meridionali.
Una sfida completamente inedita. Se, sfogliando gli annali, si trovano precedenti risalenti agli anni ’30 con altre squadre siciliane (Palermo, Catania e Messina),il Milazzo è pressoché sconosciuto e, anche sulla formazione allestita, si sa poco. Come il Casale il club messinese ha cambiato proprietà ma, a differenza dei nerostellati, è in ritardo nella costruzione e nell’amalgama della squadra e in Coppa Italia ha sempre perso. Insomma un avversario da non sottovalutare, ma contro cui si può scendere in campo con la mentalità giusta per puntare ai tre punti e regalare la prima soddisfazione ai tifosi costretti a seguire la partita per radio o sui siti web.


