Casale a Forlì per ritardare la retrocessione di altri sette giorni

Intanto non si è tenuta l'assemblea dei soci per la ricapitalizzazione del club, il maggior azionista non si è presentato

CASALE MONFERRATO - 

Dopo aver rinviato di una settimana quel verdetto tanto temuto quanto ormai difficilmente evitabile – la retrocessione in serie D – il Casale si prepara alla trasferta di Forlì con l'obiettivo di rinviare la sentenza di almeno altri sette giorni. Con nove punti di distacco dal Rimini (che ha anche il vantaggio degli scontri diretti) e quattro partite da giocare i conti sono presto fatti: i nerostellati saranno matematicamente retrocessi in caso di sconfitta a Forlì ma anche qualora ottenessero lo stesso risultato del Rimini impegnato a Castiglione.

Insomma una fiammella di speranza tenue tenue che probabilmente sta per spegnersi, ma l'importante è onorare il campionato fino in fondo come il Casale ha dimostrato di volere e sapere fare domenica scorsa con la clamorosa vittoria sul forte Bassano Virtus, lanciato verso la promozione diretta: i nerostellati magari non si salveranno ma saranno la 'mina vagante' di queste ultime quattro giornate per rispetto verso il blasone di maglia storica e per non favorire, come impone l'etica sportiva, nessuna delle squadre impegnate nella corsa verso la promozione o la salvezza.

Con il destino sportivo ormai quasi segnato a tenere banco, come capita da mesi, è la questione societaria che vive una situazione di grave difficoltà economica di difficile decifrazione.

In settimana è saltato il pagamento degli stipendi entro la scadenza di metà aprile per cui arriverà un nuovo deferimento e una nuova penalizzazione che però, visti i tempi della giustizia sportiva, inciderà sulla classifica del prossimo campionato.

Ieri sera era in programma un'assemblea dei soci della Casale Communication & Marketing, la società che detiene la proprietà dell'A.S. Casale Calcio srl, che però non si è svolta per l'assenza dell'azionista di riferimento, ovvero la famiglia Di Stanislao che ne detiene le quote al 90% tramite Andrea Di Stanislao, figlio diciannovenne del patron Paolo.

All'ordine del giorno c'era la ricapitalizzazione (circa 320mila euro) del club che dunque non è ancora avvenuta, oltre ad alcuni punti di minore importanza.

Che succederà nei prossimi giorni? L'intenzione della proprietà, secondo quanto più volte affermato, sarebbe quella di ricapitalizzare attraverso una cambiale internazionale con scadenza giugno 2013 che garantirebbe la copertura delle perdite d'esercizio al 31 dicembre 2012. L'intermediario finanziario di questa operazione è una società con sede a Tunisi, la Moma International Trading, che entro appunto la fine di giugno dovrà garantire alla Casale Communication & Marketing la somma di 320mila euro, sulla base di un contratto di sponsorizzazione con la bibita 'Forza Blu' che, sempre secondo la proprietà, sarebbe stato firmato lo scorso novembre, ma di cui nessuno era a conoscenza fino a qualche giorno fa e di cui non si sono visti gli effetti (ad esempio come cartellonistica allo stadio).

Un'operazione, dunque, che pur essendo formalmente corretta secondo il codice civile (la cambiale inoltre è stata dichiarata autentica da un perito riconosciuto dal tribunale di Roma) suscita molta preoccupazione in un ambiente che preferirebbe una ricapitalizzazione con 'denaro vero', che garantirebbe il pagamento degli stipendi arretrati dei tesserati e di una parte dei debiti.

Redazione On Line
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