(Gabiano, passeggiata - Photo Credit; Gilardi)
Quattro serate, quattro borghi, quattro concerti. Dal 13 al 16 agosto il Monfrà Jazz Fest ha portato il volume estivo on the road nella Valcerrina, nel paesaggio UNESCO del Monferrato, con un programma che ha mescolato musica originale, attività alla scoperta del territorio, merende sinoire e degustazioni. Tutte le attività, le passeggiate, le visite, le merende e le degustazioni sono andate al completo.
L'alto livello artistico ha attratto un pubblico numeroso da Milano, Torino, dalla Lomellina e da Bologna, mentre i tanti turisti in transito nel Monferrato durante le vacanze di Ferragosto hanno trovato nel festival un motivo in più per scoprire borghi e tesori nascosti della Valcerrina. Il format dei concerti cartolina si conferma una delle proposte più riuscite del festival: musica di qualità in luoghi inaspettati, aperti e gratuiti, con il territorio come protagonista.
«Il volume estivo ci ha restituito la conferma più importante: quando la musica è autentica e il luogo la sostiene, il pubblico arriva. Arriva da lontano, arriva giovane, arriva curioso. La Valcerrina ha dimostrato di avere tutto ciò che serve per diventare una destinazione culturale a pieno titolo. Il festival è uno strumento, ma le comunità locali sono le vere protagoniste di questo racconto», commenta Ima Ganora, direttrice artistica e presidente de Le Muse Accademia Europea d'Arte.
«Quattro serate, quattro borghi, tutto esaurito. È il risultato di un lavoro di squadra che coinvolge artisti, organizzatori, comunità locali e volontari. Ora siamo già al lavoro per settembre, l'ultimo capitolo di questa nona edizione», aggiunge Gigi Andreone, direttore di produzione.
(Lea Gasser, solo a Madre Terra- Photo Credit: Gilardi)
LE QUATTRO TAPPE
13 agosto · Montiglio Monferrato · Lea Gasser
Al Retreat Monferrato di Montiglio, antico monastero ristrutturato come centro di benessere olistico immerso nelle colline del Monferrato astigiano, Lea Gasser ha portato Solo a Madre Terra: fisarmonica, voce e synth in un'esperienza sensoriale che ha coinvolto ascolto, respiro e percezione del paesaggio sonoro. Prima del concerto, la pratica Learning to Slow Down ha aperto la serata con un momento di rilassamento e consapevolezza. Merenda sinoira con calice di vino a completare una serata che ha saputo coniugare benessere, natura e musica.
(Knobil Trio, Chanson et Jazz Pailleté- Photo Credit: Gilardi)
14 agosto · Gabiano · Knobil Trio
In Piazza Europa a Gabiano, belvedere sull'arcipelago di colline del Monferrato alessandrino e astigiano, il Knobil Trio ha portato Chanson et Jazz Pailleté: Louise Knobil al contrabbasso e voce, Chloé Marsigny al clarinetto basso ed effetti, Vincent Andreae alla batteria. Jazz scintillante e post bop dalla Svizzera, con una passeggiata nel borgo e al castello prima del concerto e la merenda sinoira organizzata dal Comune di Gabiano. Vista l'alta affluenza, la serata ha offerto in via eccezionale la visita alle cantine storiche del Castello di Gabiano, dove riposano i vini più preziosi in fase di invecchiamento e affinamento. I visitatori hanno avuto inoltre l'occasione di scoprire il magnifico labirinto del castello, monumento nazionale tutelato, recentemente ripristinato dopo gli ingenti danni delle grandinate di inizio giugno: uno spazio in cui perdersi con piacere, ritornando bambini. Il castello come approdo, l'orizzonte che è entrato nella musica.
(Alfonsina Set, Naked Roots, Pubblico - Photo Credit: Gilardi)
15 agosto · Mombello Monferrato · Alfonsina 5et
All'Anfiteatro La Cantinetta Resort di Mombello Monferrato, teatro all'aperto ricavato nel verde delle colline del Monferrato con vista panoramica e qualità acustica eccezionale, Alfonsina 5et ha presentato Naked Roots: voce senza effetti, jazz acustico ed essenziale, con Alessio Pagliero al pianoforte, Carlo Bavetta al contrabbasso, Matteo Rebulla alla batteria e Cesare Mecca alla tromba. Un Ferragosto monferrino tra le colline, con merenda sinoira e degustazione vini a cura di La Cantinetta Resort a chiudere la serata in festa.
(Alfonsina Set, Naked Roots, Gruppo - Photo Credit: Gilardi)
16 agosto · Cantavenna · Matteo Paggi
Il maltempo ha impedito di organizzare il concerto al Belvedere San Luigi di Cantavenna, con la vista sullo scorrere del Po e le colline che si tuffano nella pianura padana circondata dalle Alpi: l'organizzazione ha perciò dovuto spostare l'evento nella Chiesa di San Luigi. Matteo Paggi ha chiuso il volume estivo con How Many Times I Saw the Moon: trombone solo ed elettronica, loop e silenzi abitati. La passeggiata nel borgo e nel bosco vetusto di Cantavenna, vero e proprio scrigno di biologia e botanica reso accessibile grazie alla disponibilità del Parco del Po, ha preceduto la merenda sinoira a cura di I Love Cantavenna e il brindisi finale nel cortile del Circolino. Una serata che ha chiuso il volume con il tono giusto, lanciando già lo sguardo verso i concerti degustazione di settembre.
(Knobil Trio, Chanson et Jazz Pailleté- Photo Credit: Gilardi)
UNA RIFLESSIONE
Il Monfrà Jazz Fest si conferma un grande riflettore per il territorio: capace di intercettare un turismo consapevole, amante dei ritmi lenti, affamato di cultura, natura e paesaggio. Gli artisti internazionali ospitati hanno riscontrato una significativa presenza di pubblico giovane, a dimostrazione di come il jazz, nelle sue molteplici sfaccettature, riesca a mettere in dialogo generazioni, tradizioni e sperimentazione.
La proposta artistica è ormai dedicata quasi interamente alla musica originale, con un'alta frequenza di donne leader, compositrici e autrici, e una presenza significativa di autori under 30 che portano al festival una visione fresca e già compiuta. Ogni luogo scelto ha determinato la musica ascoltata, diventando un racconto autentico, quasi un dialogo con ciò che circondava il concerto.
Un invito rivolto alle comunità locali: diventare sempre più protagoniste di questo racconto, curando sempre meglio l'accoglienza, le degustazioni e i percorsi trasversali, con la consapevolezza di stare costruendo la struttura di una possibile e duratura declinazione del Monferrato come destinazione culturale.



