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"Salute: Riboldi insegue l'eccellenza, ma non è in grado di garantire la decenza dei servizi"

Intervento del segretario piemontese del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea Alberto Deambrogio

CASALE MONFERRATO

“L’assessore alla salute del Piemonte Riboldi ha spiegato in lungo e in largo negli scorsi giorni quanto è all’avanguardia la sanità piemontese, che è persino in grado di portare un IRCCS tra Alessandria e Casale. Ė del tutto evidente, però, che dietro quella notizia, usata come un vero strumento di distrazione di massa, ben supportato da parecchi media e persino da elementi dell’opposizione alla ricerca di uno strapuntino sul treno della gloria, continuano a rimanere irrisolti molti problemi di fondo della sanità regionale”.

Lo dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista del Piemonte. «Ė lo stesso Riboldi, tanto per fare un esempio, che dopo tanto nervosismo e smentite continue ammette che per le Case di comunità in molte situazioni si dovrà andare al 2027 per le aperture, mentre rimane ancora molto aleatoria l’idea di come funzioneranno, avendo avuto come vicenda paradigmatica della confusione del governo sanitario quella dei medici di base»

“La scelta da parte della CGIL — sottolinea Deambrogio — di presentare un esposto che mette in risalto la situazione drammatica all’interno dei Presidi Ospedalieri ASL AL relativamente alla mancanza di personale, rappresenta significativamente un punto di rottura raggiunto senza che siano mai arrivati dall’assessorato segnali di ascolto. Si tratta di un nodo perdurante da tempo e che si proietta negativamente sia sulla sicurezza sul lavoro, sia sulla incolumità dei pazienti e degli operatori”.

“Gli esempi potrebbero continuare – conclude Deambrogio –, ma in ogni caso va sottolineato il fatto che il Riboldi innamorato dell’eccellenza non è per nulla in grado di garantire la decenza della sanità regionale. In altre parole non è in grado di fare fronte alle richieste ordinarie di pazienti e professionisti sempre più relegati a figure senza volto su cui esercitare cinicamente un’azione irresponsabile e distruttiva dei diritti materiali alle cure effettivamente esigibili: una vera chimera ormai questi ultimi”.

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