CLOSE X

"Ripensare il mercato sì, improvvisare no: servono confronto e responsabilità"

Il capogruppo della Lega in consiglio comunale Alessandro Caprioglio replica alla proposta di Cristian Zatti su un eventuale spostamento al Mercato Pavia

CASALE MONFERRATO

Da Alessandro Caprioglio, capogruppo della Lega in consiglio comunale, riceviamo e pubblichiamo integralmente questa replica all'intervento di Cristian Zatti, pubblicato l'altro giorno su questo portale, che proponeva lo spostamento del mercato da piazza Castello al vicino Mercato Pavia.

“Da capogruppo della Lega in Consiglio comunale – scrive Caprioglio – credo sia doveroso intervenire su una proposta fatta da parte di un membro del direttivo del circolo cittadino del PD che, pur partendo da alcune considerazioni condivisibili, rischia di essere presentata come una soluzione molto più semplice di quanto sia realmente”.

“È sotto gli occhi di tutti che il mercato cittadino presenti oggi diversi spazi non utilizzati. Un ragionamento su un possibile ridimensionamento è quindi assolutamente legittimo e, a mio avviso, merita di essere affrontato con serietà”.

“Diverso è invece sostenere che la soluzione sia semplicemente trasferire il mercato all'interno del Mercato Pavia”.

“Il Mercato Pavia è una struttura storica importante per Casale e va certamente valorizzata. Ma il fatto che possa ospitare manifestazioni ed eventi anche molto partecipati non significa automaticamente che possa diventare, senza un'attenta progettazione, la sede del mercato cittadino”.

“E c'è un primo problema molto concreto che non può essere ignorato: alcuni dei mezzi utilizzati dagli ambulanti, per dimensioni e caratteristiche, non riuscirebbero materialmente ad accedere all'interno del Mercato Pavia. Non si tratta quindi soltanto di organizzare diversamente gli spazi, ma di verificare innanzitutto la reale compatibilità della struttura con le esigenze del mercato”.

“A questo si aggiunge un altro aspetto altrettanto importante: all’interno del Mercato Pavia non ci sarebbe spazio sufficiente per ospitare tutti gli ambulanti oggi presenti in Piazza Castello. Questo significherebbe necessariamente lasciare alcuni operatori fuori, con il rischio concreto di creare un mercato di serie A e uno di serie B, penalizzando una parte degli ambulanti e, di conseguenza, anche i cittadini. Il nostro obiettivo deve essere quello di migliorare il servizio e la qualità del mercato, non di ridurli, creando una distinzione tra chi può essere collocato all'interno della struttura e chi sarebbe costretto a rimanere all'esterno”.

“Ci sono poi aspetti che non possono essere liquidati con qualche numero sui parcheggi: la disposizione degli spazi, gli accessi, la viabilità, la sicurezza, la gestione dei banchi, i carichi e scarichi, i flussi delle persone e, soprattutto, le esigenze degli ambulanti”.

“Non va inoltre dimenticato il quadro amministrativo e normativo che disciplina il commercio su area pubblica. Gli ambulanti titolari di posteggio fisso sono titolari di concessioni pluriennali, generalmente decennali, e un eventuale spostamento del mercato non può essere deciso semplicemente individuando uno spazio alternativo. È necessario verificare le concessioni esistenti, le relative scadenze e gli adempimenti previsti dalla normativa, oltre a seguire l'iter amministrativo necessario per qualsiasi modifica dell'attuale organizzazione del mercato”.

“Perché il primo dovere di chi amministra è evitare che una soluzione pensata per risolvere un problema ne crei un altro”.

“E credo sia altrettanto importante non strumentalizzare ogni scelta dell'Amministrazione per costruire una narrazione politica che rischia di allontanarsi dalla realtà”.

“La trasformazione di alcuni stalli bianchi in stalli blu può essere discussa, criticata e certamente spiegata ai cittadini. Ma non possiamo far passare il messaggio che, per questa scelta, Casale sia diventata improvvisamente una città inaccessibile o che ogni problema del centro derivi dalla sosta a pagamento”.

“Amministrare significa fare delle scelte, assumendosene la responsabilità e spiegandone le ragioni. E significa anche ascoltare le critiche quando sono costruttive, senza però trasformare ogni provvedimento in un'occasione di polemica politica”.

“Liberare Piazza Castello da centinaia di posti occupati nei giorni di mercato potrebbe certamente avere dei vantaggi. Ma dobbiamo anche chiederci quale effetto avrebbe lo spostamento sulla frequentazione del mercato, sulle attività commerciali e, soprattutto, sul lavoro degli ambulanti che da anni operano in quella sede”.

“Da parte nostra non c'è alcuna chiusura al confronto. Anzi. Se esistono margini per ridimensionare gli spazi oggi inutilizzati, migliorare la fruibilità del mercato e contemporaneamente valorizzare il Mercato Pavia, è giusto approfondire la questione”.

“Ma lo faremo con un metodo diverso da quello della semplice contrapposizione politica: dati, valutazioni tecniche, verifica degli aspetti amministrativi e normativi e confronto con chi il mercato lo vive e ci lavora”.

“Una buona amministrazione non deve difendere a prescindere ciò che è stato fatto, ma nemmeno inseguire ogni proposta senza verificarne le conseguenze”.

“Se vogliamo davvero migliorare Casale, dobbiamo trovare soluzioni che tengano insieme le esigenze dei cittadini, del commercio, della mobilità e degli ambulanti”.

“Il mercato può e deve essere ripensato e riorganizzato dove necessario, ma non spostando semplicemente i problemi da Piazza Castello al Mercato Pavia. Occorre affrontarli e risolverli con serietà, senza strumentalizzazioni e soprattutto senza raccontare ai cittadini una realtà diversa da quella che vivono ogni giorno”.

Ricerca in corso...