I consiglieri comunali della coalizione civica Casale, Davvero!, composta da Partito Democratico, Casale Ci Siamo e Casale per i Giovani, hanno presentato un'interrogazione sull'utilizzo e sulla valorizzazione dell'edificio che ospitava l'ex tribunale di Casale Monferrato.
“Il Tribunale di Casale Monferrato – si legge nell'interrogazione - è stato chiuso con il Decreto Legislativo n. 155 del 2012 in seguito al processo di riorganizzazione della geografia giudiziaria e successivi provvedimenti attuativi e l'attività giudiziaria è cessata definitivamente nel novembre 2015. L’ex Palazzo di Giustizia è di proprietà del Comune di Casale Monferrato e risulta attualmente occupato dal Tribunale per la custodia di materiali e arredi residui, in una forma di occupazione che non trova più ragione d’essere. L’edificio era stato di recente oggetto di interventi di riqualificazione e risulta pienamente funzionale, con ambienti di pregio storico e architettonico, tra cui l’ex Salone Corte d’Assise diventato poi aula delle udienze penali. Ad oggi si osserva un progressivo degrado dell’esterno del complesso, con presenza diffusa di piccioni e segni di mancata manutenzione ordinaria, con il rischio che il bene si deteriori fino a rendere antieconomico qualsiasi progetto di recupero. La mancanza di una visione chiara sul destino della struttura genera incertezza e impoverisce il patrimonio pubblico e la vita del centro cittadino”.
“La nostra coalizione civica Casale, Davvero! – prosegue l'interrogazione – aveva proposto in campagna elettorale di avviare un confronto con l’Università del Piemonte Orientale per valutare l’insediamento di un percorso universitario legato alla formazione degli insegnanti. In tutto il Piemonte Orientale manca un’offerta strutturata per la formazione degli insegnanti di scuola primaria e dell’infanzia. L’ex Tribunale, per posizione, capienza e qualità degli spazi, potrebbe ospitare aule universitarie, laboratori, spazi di coworking e aree per i giovani, previo accordo con il Ministero dell’Università e della Ricerca”.
Fatte queste considerazioni, Casale, Davvero! Pone all'Amministrazione una serie di domande:
“1. Quali iniziative siano state assunte per rientrare nella piena disponibilità dell’immobile e per concordare con il Tribunale la rimozione dei materiali in deposito e la riconsegna degli ambienti;
2. Quali interlocuzioni formali siano state avviate con il Ministero della Giustizia, la Regione Piemonte e l’Università del Piemonte Orientale per la destinazione d’uso dell’ex Palazzo di Giustizia;
3. Se l’Amministrazione abbia predisposto o intenda predisporre un documento di indirizzo e uno studio di fattibilità per la riconversione dell’immobile;
4. Quali azioni concrete si intendano adottare nell’immediato per la tutela e la manutenzione dell’immobile;
5. Se l’Amministrazione condivida l’ipotesi di attivare un tavolo istituzionale con l’Università del Piemonte Orientale e il MUR per verificare la fattibilità di un polo per la formazione degli insegnanti e degli educatori;
6. Quali risorse e strumenti urbanistici e finanziari si intendano attivare, con riferimento a fondi europei di coesione, fondi statali, bandi regionali, nonché a programmi e contributi promossi da fondazioni bancarie e altri soggetti privati, per sostenere il progetto di riqualificazione e riutilizzo”.



