Da Marco Botta e Alberto Costanzo, esponenti del Circolo Futuro Nazionale di Casale Monferrato riceviamo e pubblichiamo integralmente: “E così, alla fine, quel che era nell’aria è avvenuto. A pochi chilometri da Casale, nella città di Vercelli alla quale per tanti motivi noi monferrini siamo legati, la Giunta comunale (Fratelli d’Italia, Lega e maggioranza) ha deliberato, in data 30 luglio, di patrocinare e finanziare il Gay Pride in programma per il 19 settembre. Il Gay Pride (lo ricordiamo ai più distratti) è quella manifestazione commerciale privata che, al fine di pubblicizzare grandi marchi e multinazionali, attira l’attenzione dei media ridicolizzando gli omosessuali, dei quali vengono presentati stereotipi negativi e caricaturali (è normale la presenza di comparse pagate per recitare la parte dell’omino con la mutanda leopardata, della donnina drag queen, ecc.)”.
“L’evento è da tempo di proprietà privata della sinistra, la quale, nel solito mondo al contrario ben raccontato dal generale Vannacci (ma prima di lui anche George Orwell scherzava niente quando descriveva il capovolgimento dei significati delle parole),presenta questa cinica strumentalizzazione e spettacolarizzazione delle tendenze sessuali delle persone come una lotta per i diritti e per l’inclusione, il tutto in falsissima salsa buonista!”
“Torniamo alla notizia: perchè un’istituzione importante come il Comune di Vercelli, guidato dal centrodestra, arriva a patrocinare questa triste carnevalata? I cittadini chiedono serie azioni amministrative e di governo, non il patrocinio al Pride. Perché il centrodestra rincorre gli interessi della sinistra? Più che un centrodestra in crisi di identità, diremmo ormai un centrodestra che confessa la sua assenza di identità: una scatola vuota che, a livello locale come a livello nazionale, ha perso la bussola”.
“Futuro Nazionale continua a difendere la famiglia naturale, la natalità, l’identità italiana, le nostre radici culturali e la libertà educativa. Se Futuro Nazionale fosse stato in giunta, quella delibera non avrebbe mai avuto il nostro voto”.



