CLOSE X

"Le scuole casalesi meritano rispetto da parte dell'Amministrazione"

Una lunga riflessione del consigliere comunale del Partito Democratico Fabio Lavagno

CASALE MONFERRATO

Dal consigliere comunale del Partito Democratico Fabio Lavagno riceviamo e pubblichiamo intergralmente questa lunga riflessione sulla situazione scolastica cittadina.

"La scuola - scrive Lavagno - è un mondo complesso e complicato. Lo sa bene chiunque ci abbia avuto a che fare, direttamente o indirettamente, per varie ragioni, così come chi ha provato a riformarla, senza la dovuta attenzione, e spesso ci si è bruciato. Raramente troviamo un microcosmo tanto conservatore, quanto capace di duttilità, adattamento alle situazioni e portatore di innovazioni, come quello scolastico. Spesso, quando parliamo di “Scuola”, tendiamo ad avere in mente un’unità monolitica, quasi che quella stessa parola possa totalmente coincidere con l’edificio che la contiene; un termine da declinare al singolare. Nulla di più sbagliato. La scuola è pluralità, complessità e differenziazione, per definizione. Guai a trattare in modo semplice, o addirittura semplicistico, questa istituzione".

"La scuola, in realtà, è un vero e proprio organismo vivente in cui la pluralità è data sia dai suoi componenti (studenti, famiglie, personale docente e non, dirigenza…),sia dalle tante istanze che su di essa convergono (istruzione, formazione, prevenzione, rapporto con il territorio, presidio di legalità,…). Parliamo dello stesso organismo che sconta anche un certo peso dell’età, perché, nonostante “imbellettamenti” e “tagliandi di manutenzione”, voluti da molteplici riforme parziali, grossomodo l’impianto della scuola oggi resta ancora quello immaginato da Giovanni Gentile".

"Un organismo così complesso, plurale e datato ha l'estrema necessità di essere trattato con attenzione. Attenzione e cura, prima ancora che con rispetto. Nella realtà casalese, le istituzioni scolastiche rappresentano non soltanto un’eccellenza riconosciuta – basti vedere i risultati delle analisi nazionali o i recenti esiti, per gli istituti superiori, di Eduscopio – ma uno, forse l'ultimo, elemento attrattivo della città nei confronti del territorio. Anzi, dei territori".

"Le scuole superiori di Casale insistono, infatti, sui bacini territoriali di ben due regioni e di almeno quattro province. Il pendolarismo studentesco tende a superare in molti casi il 60 per cento. E’ evidente come l’offerta dei trasporti diventi, dunque, vitale per l’adeguato funzionamento delle scuole e come le stesse scuole rappresentino un presidio fondamentale per il mantenimento dei servizi di trasporto. Una simbiosi delicatissima e importantissima. Qualcuno vorrebbe definire questa un'anomalia scolastica casalese. Attenzione! Di norma chi parla di anomalia tende a volerla normalizzare più che a rafforzarne e a valorizzarne l’eccezionalità. Buoni risultati, capacità attrattive, presidio dei trasporti sono pertanto un punto di forza che sarebbe opportuno custodire e rafforzare".

"Cosa sta accadendo invece in questi giorni? "Il pasticciaccio brutto” del (non) ponte dell'8 dicembre. Un vero e proprio caos organizzativo che, tra i ritardi dell'emanazione del calendario scolastico da parte della regione Piemonte la scorsa estate, la legittima e autonoma scelta delle scuole e la cronica disorganizzazione dei trasporti (con l’Agenzia dei trasporti piemontese che invece di provvedere ai servizi di propria competenza, chiede all’omologa lombarda di adeguarsi al ribasso),consegneranno all’intero territorio un quadro devastante. Ci troveremo di fronte a classi un po' in presenza, un po' in DAD (sì, la didattica a distanza, ancora, dopo i disastri del COVID),un po' probabilmente a casa, assorbiti da quella che ormai diventa una vera e propria “educazione cinica” di fronte all'abbandono di attenzione a cui sono sottoposte le scuole da parte di enti e istituzioni che dovrebbero occuparsene".

"In questo contesto fanno trasecolare le dichiarazioni dell'Amministrazione, che, in un infausto spirito autoassolutorio, dicono fondamentalmente che tutto quello di loro competenza è stato fatto. Siamo di fronte al più classico: "Operazione riuscita, paziente morto”".

"Invece, ce la vogliamo mettere un po’ di testa e un po' di rispetto? La scuola, e le scuole casalesi, in questo caso, lo esigono. L'istruzione è davvero al centro dell'attenzione dell’Amministrazione? Non parrebbe proprio, dal momento che, ad esempio, la Commissione consiliare di cui (involontariamente) faccio parte, e che si occupa di istruzione, è tra le meno convocate in assoluto e, se è stata convocata, è stato solamente e principalmente su mia esplicita richiesta".

"Evidentemente l'Amministrazione ha poco o nulla da comunicare o da confrontarsi con il Consiglio, se non fare i conti con il mantenimento dell’esistente. Ricordiamoci però che anche l’esistente, senza una necessaria “manutenzione” tende a logorarsi e quindi a deperire".

"La stessa Amministrazione dov’era in occasione della celebrazione del decennale della rete “Scuole insieme”, che mette in relazione tutte le scuole di ogni ordine e grado della realtà casalese su vari temi, a partire da quello della cittadinanza e della sostenibilità? A rappresentare le istituzioni comunali eravamo presenti soltanto in due Consiglieri e, peraltro, di minoranza. E’ questa la giusta attenzione che si vuole porre a un tema così importante, quello scolastico, e ad un “bene” così prezioso come devono essere considerate le nuove generazioni?"

"Creare e assistere al pasticcio del ponte dell'8 dicembre, sommato al non risolto tema della settimana lunga esistente, o corta senza trasporti, proprio nei giorni decisivi per la scelta delle future iscrizioni - siamo nelle settimane “open day” e dell’orientamento - è semplicemente deleterio e autolesionista perché studenti e famiglie fanno oggi una scelta di investimento per il prossimi cinque anni e difficilmente investiranno dove le condizioni di contesto sono incerte o contraddittorie".

"Se è vero che le scuole superiori hanno capacità di attrarre studenti da altri territori è altrettanto vero che il quadro che i futuri studenti e le loro famiglie percepiscono è che, se arrivi da fuori, al primo stormir di foglie ti becchi la DAD (bene che ti vada!),perché i trasporti (in una mera logica di risparmi, diciamolo!) non ci sono. La testa non deve essere solo uno slogan usato in campagna elettorale, ma il contenitore dell'organo deputato a razionalizzare e a trovare soluzione ai problemi, anche a quelli più complessi. Allora ce la metta la testa, l’Assessora Fracchia! Ce la metta nell’organizzazione delle mense scolastiche, la cui qualità non pare più quella di un tempo (a fronte di costi sempre più alti per le famiglie),sino all'organizzazione delle scuole superiori. Il dire che le Superiori sono di competenza della Provincia (organo ormai esanime, cui i casalesi hanno provveduto ad un’inutile e improvvida trasfusione con 200.000 € di acquisto della caserma dei Vigili del fuoco) non è un alibi sufficiente".

"Se non coordina il Comune che ambisce ad essere capoluogo per un territorio chi altri lo deve fare? Ci si occupi seriamente dei trasporti e delle loro ricadute sul mondo scolastico, sapendo che le scelte di un campo ricadono inevitabilmente su quello dell’altro. Dall’inizio dell’anno scolastico i collegamenti soprattuto verso Alessandria sono un disastro. Ci si occupi degli edifici e della necessità di dotare gli studenti casalesi di spazi adeguati, anche aprendo le necessarie vertenze con gli enti superiori, non limitandosi a evocare scenari europei, tali solo negli orari fantasticati e non nei fatti. Dovrebbe essere nelle priorità dell'Assessora e dell'Amministrazione in generale la preoccupazione per quello che accadrà con l'approvazione della Legge di Bilancio, che prevede di tagliare 700 scuole su tutto il territorio nazionale, entro il 2025 e che, sommata alla costante crisi demografica del nostro territorio, potrebbe avere effetti devastanti. Il dimensionamento scolastico è una peculiarità degli Enti Locali, comuni in primis".

"Vogliamo pensarci per tempo o preferiamo al solito essere travolti dagli eventi dicendo che a condizioni date si è fatto tutto il possibile, cioè nulla? Mi scuso per la lunghezza di queste riflessioni, che peraltro sono solo parziali e non esaustive, ma se è vero, come credo, quello che scrive Andrea Gavosto nella premessa di una sua recente pubblicazione che “la scuola rimane al cuore di ogni possibile forma di sviluppo e benessere individuale e collettivo" allora, abbiamo tutti il dovere di occuparcene seriamente, senza infingimenti e con il massimo impegno".

Ricerca in corso...