"Il Next Generation EU bis per affrontare l'emergenza energetica"

Intervento di Gigi Cabrino, referente di Patto per il Nord – Casale Monferrato

CASALE MONFERRATO

Da Gigi Cabrino, referente di Patto per il Nord – Casale Monferrato, riceviamo e pubblichiamo integralmente: “Mentre famiglie e imprese fanno i conti con una nuova impennata dei costi energetici da più parti arrivano proposte per il contenimento di tali costi”.

“Tra quelli particolarmente interessanti troviamo quello relativo a un nuovo piano europeo sul modello del Next Generation EU per affrontare il caro energia e le tensioni geopolitiche. È la proposta avanzata dalla CGIA di Mestre, che chiede all'Unione Europea un intervento strutturale per sostenere famiglie e imprese alle prese con l'aumento dei costi energetici”.

“Secondo l'Ufficio studi dell'associazione di artigiani di Mestre dall'inizio della guerra in Medio Oriente i prezzi hanno registrato forti rialzi: il gas è aumentato del 60%, il petrolio Brent del 54%, con effetti diretti su bollette e carburanti. L'energia elettrica è salita del 14,2% e il diesel del 21,2%,; le  ripercussioni sull'economia reale sono inevitabili”.

“Di fronte a questo scenario, la CGIA propone l'introduzione di un "Next Generation EU bis", uno strumento che permetta agli Stati membri di accedere a risorse comuni – tra contributi a fondo perduto e prestiti – per gestire l'emergenza e, soprattutto, accelerare la transizione energetica”.

“Secondo l'associazione, le misure adottate finora dai singoli Paesi risultano insufficienti: interventi temporanei, poco coordinati e incapaci di reggere l'impatto di uno shock energetico di questa portata. "Nessun Paese dispone da solo delle risorse necessarie per affrontare la crisi", evidenzia l'ufficio studi dell'associazione che sollecita una regia comunitaria più incisiva”.

“Tre le ragioni principali indicate per un intervento europeo: la stabilità macroeconomica, messa a rischio dall'aumento dei prezzi energetici e dall'inflazione; la coesione sociale, con il pericolo di un aumento della povertà energetica; e la tutela del mercato interno, che rischia distorsioni dovute alle diverse capacità di intervento dei singoli Stati”.

“Tra le misure concrete proposte, la sospensione temporanea del Patto di Stabilità, misura auspicata anche dal Governo, il taglio dell'Iva sulle bollette, l'introduzione di un tetto al prezzo del gas e un contributo sugli extraprofitti delle grandi aziende energetiche. Da riportare seriamente sul tavolo, per la CGIA anche il tema, mai davvero risolto, del disaccoppiamento tra prezzo del gas ed energia elettrica”.

“Secondo la CGIA, senza un intervento coordinato dell'Unione Europea, le iniziative nazionali – come il decreto bollette e il decreto carburanti – rischiano di avere un impatto limitato e non sufficiente a evitare effetti economici più ampi”.

“Il timore è quello già visto in passato nemmeno molto lontano: che il caro energia si di trasformi da problema tecnico a crisi economica e sociale, con ricadute su produzione, occupazione e tenuta dei redditi. E a quel punto, come spesso accade, intervenire diventa molto più complicato”.

“Nella speranza, ovviamente, che le tensioni internazionali si stemperino la proposta degli artigiani della CGIA merita sicuramente attenzione”.

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