Da Alessandro Caprioglio, capogruppo della Lega in Consiglio Comunale, riceviamo e pubblichiamo integralmente: “L'approvazione da parte del Consiglio regionale del Piemonte della legge che rafforza la tutela dei terreni agricoli rispetto all'installazione di impianti fotovoltaici rappresenta una scelta di grande responsabilità. È un provvedimento che riafferma un principio fondamentale: la transizione energetica è indispensabile, ma non può avvenire sacrificando il suolo agricolo, una risorsa non riproducibile e strategica per il nostro territorio”.
“Un ringraziamento va all'assessore regionale Matteo Marnati, che ha inserito questa misura nel proprio disegno di legge, contribuendo a dare concreta attuazione a una norma che tutela il patrimonio agricolo piemontese e promuove uno sviluppo energetico più equilibrato e sostenibile”.
“Questo intervento assume un significato ancora più importante se si guarda a quanto accaduto negli ultimi anni a livello europeo. Troppo spesso il mondo agricolo si è trovato a fare i conti con decisioni calate dall'alto, caratterizzate da un eccesso di burocrazia, vincoli e obiettivi difficili da sostenere per le aziende agricole. Le proteste che hanno attraversato tutta Europa non sono nate per caso: migliaia di agricoltori hanno denunciato norme percepite come lontane dalla realtà delle campagne e incapaci di conciliare tutela ambientale e sostenibilità economica”.
“Tra gli esempi più discussi vi sono gli obblighi amministrativi sempre più gravosi introdotti nell'ambito della Politica Agricola Comune, le restrizioni sull'utilizzo di alcuni prodotti fitosanitari senza che fossero sempre disponibili alternative efficaci e sostenibili, e gli obiettivi del Green Deal europeo che, pur ispirati da finalità condivisibili, sono stati giudicati da molti agricoltori troppo rigidi e scollegati dalle esigenze produttive. A ciò si aggiunge il tema della concorrenza internazionale: chiedere standard ambientali sempre più severi ai produttori europei, consentendo allo stesso tempo l'ingresso di prodotti provenienti da Paesi che non rispettano le stesse regole, significa mettere le nostre imprese in una condizione di evidente svantaggio competitivo”.
“Per il Monferrato questa legge assume un valore ancora più significativo. Il nostro territorio non è soltanto un insieme di campi coltivati: è una terra che ha costruito la propria storia, la propria economia e la propria identità sull'agricoltura. Le colline, i vigneti, i seminativi e le aziende agricole rappresentano un patrimonio unico, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo”.
“Casale Monferrato ha il dovere di essere protagonista nella difesa di questa ricchezza. Essere il punto di riferimento del Monferrato significa assumersi la responsabilità di guidare un territorio che vede nell'agricoltura una delle sue principali vocazioni economiche, ambientali e culturali. Proteggere il suolo agricolo significa difendere il reddito delle imprese agricole, il paesaggio, la qualità delle produzioni e quel legame profondo tra uomo e terra che da secoli rappresenta la vera forza del nostro territorio”.
“Il Piemonte, e il Monferrato in particolare, non possono permettersi di perdere terreno fertile. Pensare di coprire indiscriminatamente i campi con impianti fotovoltaici significherebbe compromettere una ricchezza che non può essere ricreata. Le energie rinnovabili devono continuare a crescere e rappresentano una sfida fondamentale per il futuro, ma devono trovare spazio prioritariamente sui tetti degli edifici, nelle aree industriali dismesse, nei parcheggi e nelle superfici già compromesse, senza sottrarre ettari preziosi all'agricoltura”.
“Per questo lascia sinceramente perplessa l'astensione delle forze di minoranza. Di fronte a un provvedimento che pone al centro la difesa del suolo agricolo e del futuro delle nostre comunità, sarebbe stato auspicabile un sostegno convinto e trasversale. È legittimo discutere i dettagli di una norma, ma la tutela della nostra terra dovrebbe rappresentare un obiettivo condiviso, al di sopra delle appartenenze politiche”.
“La sfida dei prossimi anni sarà coniugare innovazione, sostenibilità e tutela del territorio. Questo significa difendere l'ambiente senza trasformare gli agricoltori nei primi destinatari di vincoli, divieti e costi che rischiano di mettere fuori mercato le nostre aziende. L'agricoltura non è il problema: è parte della soluzione, perché custodisce il territorio, produce cibo di qualità e rappresenta una componente essenziale della nostra economia”.
“Continuerò a sostenere tutte quelle iniziative che valorizzano la nostra agricoltura e difendono il territorio. Difendere il suolo agricolo oggi significa garantire domani cibo, lavoro, paesaggio, turismo e identità. Significa scegliere un modello di sviluppo che mette al centro chi vive e lavora la terra ogni giorno, perché senza agricoltura non c'è futuro per il Monferrato”.



