Da Alessandro Caprioglio, capogruppo della Lega in consiglio comunale, riceviamo e pubblichiamo integralmente: “La crisi che sta investendo il settore agricolo piemontese ed europeo impone una riflessione ampia e urgente che coinvolga in primo luogo le istituzioni comunitarie, dove vengono definite le principali linee della Politica Agricola Comune”.
“Non stiamo parlando soltanto di prodotti simbolo del nostro territorio, ma di un comparto strategico per l’intera Unione Europea: economia, occupazione, sicurezza alimentare, presidio del territorio e identità culturale”.
“In qualità di consigliere comunale di Casale Monferrato e presidente della V Commissione Agricoltura e Commercio, condivido la preoccupazione per le difficoltà che stanno vivendo molte aziende agricole del nostro territorio, difficoltà che si inseriscono in un quadro più ampio già evidenziato anche a livello regionale”.
“In particolare, richiamo l’intervento del consigliere regionale Marco Protopapa, già assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, che ha sottolineato come le denominazioni d’origine della provincia di Alessandria rappresentino “uno dei pilastri più autentici e strategici del Piemonte contemporaneo”, oggi però sotto pressione come non mai. Una crisi che non riguarda solo il presente, ma la stessa tenuta del sistema vitivinicolo”.
“Marco Protopapa ha ricordato come negli ultimi vent’anni in Italia abbia chiuso circa il 68% delle aziende vitivinicole, un dato che interessa direttamente anche l’Alessandrino e l’Astigiano, dove molte famiglie non hanno più certezze sul futuro delle proprie vigne. A questo si aggiungono costi di produzione che possono arrivare fino a circa 13.000 euro per ettaro e una redditività spesso insufficiente a garantire la sostenibilità delle aziende”.
“Nel Monferrato gli imprenditori agricoli stanno affrontando costi di gestione crescenti e un quadro di forte incertezza. A questo si aggiungono, nelle ultime settimane, violente grandinate che hanno colpito diverse aree del territorio, provocando danni ingenti ai vigneti e alle coltivazioni, compromettendo in alcuni casi interi raccolti. Eventi estremi sempre più frequenti che mettono a rischio il lavoro di un anno intero”.
“Si tratta di una situazione che colpisce in particolare le piccole e medie aziende agricole, vero pilastro del sistema produttivo locale ed europeo”.
“La crisi non riguarda solo il comparto vitivinicolo. Tutto il settore agricolo europeo è sotto pressione: riso, grano e cereali devono confrontarsi con la concorrenza internazionale, l’aumento dei costi di produzione e politiche di mercato che troppo spesso non garantiscono la giusta tutela alle produzioni interne. Anche queste colture, fondamentali per la sovranità alimentare europea, sono sempre più esposte a siccità, eventi climatici estremi e fitopatie”.
“Criticità analoghe si riscontrano nel settore zootecnico e lattiero-caseario, dove molte aziende faticano a sostenere i costi di mangimi, energia e gestione degli allevamenti, a fronte di margini sempre più ridotti. Un fenomeno che rischia di compromettere realtà storiche e di indebolire intere filiere produttive”.
“Per questo è necessario affrontare la crisi agricola con una visione europea e non frammentata, rafforzando la Politica Agricola Comune e garantendo strumenti realmente efficaci di tutela del reddito agricolo, di gestione del rischio e di intervento rapido in caso di calamità naturali”.
“Difendere il vino significa difendere una delle eccellenze del Monferrato, ma significa anche difendere l’intero sistema agricolo europeo, dalle produzioni cerealicole a quelle zootecniche, che garantiscono occupazione, tutela del territorio e sicurezza alimentare”.
“Il consigliere regionale Protopapa ha inoltre evidenziato come alcune eccellenze del territorio dimostrino la capacità del Piemonte di competere sui mercati internazionali, citando l’Alta Langa DOCG, definito “vino dell’anno 2025”, e lo sviluppo dell’Asti DOCG Rosé come opportunità di ampliamento dell’offerta. Tuttavia, senza stabilità e sostegno al settore, anche queste eccellenze rischiano di non essere sufficienti a garantire la tenuta complessiva del comparto”.
“Ha inoltre ribadito un punto centrale: senza chi coltiva la terra non esiste turismo del vino, non esiste paesaggio UNESCO e non esiste futuro. Un concetto che si inserisce perfettamente nella realtà del Monferrato, oggi una delle aree più riconosciute a livello internazionale per il turismo enogastronomico e per il patrimonio paesaggistico”.
“Dietro ogni vigneto, ogni campo coltivato e ogni stalla ci sono famiglie, imprese e tradizioni che hanno costruito nel tempo il valore del nostro territorio. Quando un agricoltore o un allevatore è costretto ad abbandonare la propria attività, non si perde solo produzione, ma presidio del territorio, cura del paesaggio e coesione sociale”.
“Il Monferrato è oggi una delle aree più riconosciute a livello internazionale per il turismo enogastronomico e per il patrimonio paesaggistico UNESCO. Ma senza chi lavora la terra, nessuna strategia di sviluppo può reggere nel tempo”.
“Per questo è fondamentale che l’Unione Europea rafforzi gli strumenti a sostegno del settore agricolo, garantendo competitività alle imprese, tutela delle produzioni e risorse adeguate per far fronte ai danni da eventi climatici estremi, sempre più frequenti”.
“Come Lega, forza politica di cui sono capogruppo in Consiglio comunale, abbiamo sempre sostenuto il mondo agricolo, portando avanti battaglie storiche a difesa del settore, dalle quote latte fino alle più recenti richieste di tutela del reddito degli agricoltori e della produzione nazionale. Una linea coerente che nasce dalla convinzione che senza agricoltura non esista futuro per i nostri territori”.
“Da Casale Monferrato deve partire un messaggio chiaro: l’agricoltura non è solo un comparto economico, ma un elemento fondante dell’identità del Monferrato e dell’Europa stessa. Difendere i produttori significa difendere lavoro, paesaggio, tradizioni e prospettive per le future generazioni”.
“Oggi più che mai servono attenzione, ascolto e una strategia comune europea. Il Monferrato può continuare a essere protagonista, ma nessun agricoltore deve essere lasciato solo di fronte a una crisi che ha ormai una dimensione strutturale e internazionale”.



