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"Case di riposo: serve l'aumento della quota sanitaria, dei convenzionamenti e la revisione dell'Isee"

Intervento del segretario regionale di Rifondazione Comunista ed ex consigliere regionale Alberto Deambrogio

CASALE MONFERRATO

Nella giornata di domani, lunedì 27 giugno, è previsto un incontro in Regione per discutere dell’adeguamento delle tariffe relative alle RSA del Piemonte.

In merito a tale appuntamento Alberto Deambrogio, segretario regionale del PRC-SE ha dichiarato: “Condivido le preoccupazioni del rappresentante Anaste, Michele Alessandri, non tanto sulla questione che riguarda la cifra di adeguamento tariffario, ma relativamente al fatto che dalla Regione non sia arrivato uno straccio di proposta scritta su cui discutere; siamo, come al solito, all’interno dell’aleatorietà di una vicenda che si trascina penosamente da mesi”.

Capiremo in ogni caso come, al netto dell’adeguamento delle tariffe tutto da definire, si opererà per non far ricadere gli aumenti sui cittadini e sulla cosiddetta quota alberghiera. Cirio aveva promesso di utilizzare danaro proveniente da fondi europei, ma occorrerebbe poi verificare che non vengano sottratti ad altri scopi in un misero gioco delle tre carte.

Staremo a vedere ciò che produrrà l’incontro tra l’assessore Marrone e le sigle che rappresentano il mondo dei gestori. Sin da ora intendiamo però dire che sono tre i nodi che vanno affrontati di petto se si vogliono fornire risposte ai cittadini che le aspettano da tempo.

In primo luogo occorre lavorare, in sede di Conferenza Stato Regioni, per aumentare la quota sanitaria al 60% ed oltre, in modo da sanzionare un diritto esigibile mai garantito da una spesa sociale che cambia di volta in volta.

In secondo luogo serve andare verso un aumento consistente dei convenzionamenti e quindi degli inserimenti delle persone in RSA. Il solo Covid ha contribuito, purtroppo, a rendere disponibili più di 4000 posti, ma le liste pregresse sono ben più corpose; va data una risposta perché i costi per le famiglie sono insostenibili fuori dal convenzionamento.

“In terzo luogo – ha concluso Deambrogio – è inderogabile un adeguamento dei regolamenti ISEE dei vari Comuni, non ultimo quello di Torino. Non è possibile che ciò che è previsto nel Dpcm 159 del 2013, di sicuro condizioni più favorevoli per i cittadini, sia costantemente disatteso sul nostro territorio”.

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