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"Amianto: la bonifica non può dirsi conclusa finché esistono ancora situazioni di rischio sul territorio"

Intervento di Cristian Zatti, membro della segreteria del Partito Democratico di Casale Monferrato

CASALE MONFERRATO

Da Cristian Zatti, membro della segreteria del Circolo Pd di Casale Monferrato, riceviamo e pubblichiamo integralmente: “A quarant'anni dalla chiusura dello stabilimento Eternit di Casale Monferrato, avvenuta il 6 giugno 1986, la nostra comunità continua a rappresentare un simbolo nazionale della lotta per la giustizia ambientale, la tutela della salute pubblica e il diritto alla memoria”.

“In questi giorni si è tornato a discutere del tema amianto a seguito delle dichiarazioni dell'Assessore all'Ambiente, secondo cui sarebbe stato fatto tutto ciò che era possibile in materia di bonifiche. Un'affermazione che merita alcune riflessioni e che pone interrogativi ai quali riteniamo sia necessario fornire risposte chiare alla cittadinanza”.

“Se l'Amministrazione Comunale ha completato, o sta completando, la bonifica del patrimonio pubblico e degli edifici di propria competenza, ciò rappresenta certamente un risultato importante che deve essere riconosciuto. Ogni intervento volto a ridurre i rischi per la salute pubblica costituisce infatti un passo avanti per l'intera comunità”.

“Tuttavia, sostenere che sia stato fatto tutto il possibile rischia di trasmettere un messaggio fuorviante rispetto alla realtà che ancora oggi caratterizza il nostro territorio”.

“Casale Monferrato e il suo comprensorio hanno beneficiato negli anni di ingenti risorse pubbliche destinate al risanamento ambientale. Risorse che derivano dal riconoscimento della gravità del disastro ambientale che ha colpito il nostro territorio e dalla conseguente attenzione dello Stato verso una delle più drammatiche vicende industriali italiane”.

“Parliamo di finanziamenti nazionali che, attraverso l'inserimento dell'area tra i Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche, hanno consentito di destinare complessivamente oltre 120 milioni di euro agli interventi di risanamento ambientale. A questi si aggiungono ulteriori stanziamenti specifici, come i 2,5 milioni di euro destinati alla rimozione del cosiddetto "polverino d'amianto", oltre alle risorse che ancora oggi risultano disponibili nei bilanci pubblici per proseguire le attività di bonifica”.

“Sarebbe inoltre doveroso, nel rispetto dei principi di trasparenza amministrativa, informare i cittadini su quale sia l'ammontare delle risorse statali ancora disponibili nel bilancio comunale per le attività di bonifica dell'amianto e quali siano le strategie previste per il loro impiego. La trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche rappresenta infatti un elemento essenziale per garantire un confronto serio e consapevole su un tema che continua a riguardare la salute, la sicurezza e il futuro della nostra comunità”.

“Proprio per questo riteniamo che la discussione non possa considerarsi chiusa”.

“La domanda che molti cittadini si pongono riguarda infatti il futuro delle bonifiche sulle proprietà private. Quali strumenti intende mettere in campo l'Amministrazione Comunale per accompagnare i cittadini nella rimozione dell'amianto ancora presente su abitazioni, capannoni e strutture private? Sono previsti nuovi bandi di sostegno economico? Si intendono attivare ulteriori forme di agevolazione per le famiglie che, pur volendo intervenire, non dispongono delle risorse necessarie per affrontare i costi delle bonifiche?”

“Sono interrogativi legittimi che meritano risposte concrete”.

“Consultando il Portale Amianto di ARPA Piemonte emerge come il monitoraggio e la mappatura del fenomeno rappresentino ancora oggi strumenti fondamentali per comprendere l'effettiva diffusione dei materiali contenenti amianto sul territorio. È dunque difficile sostenere che la questione possa considerarsi definitivamente superata”.

“Esiste inoltre una dimensione che va oltre gli aspetti amministrativi e tecnici: è la questione morale che Casale Monferrato porta sulle proprie spalle da decenni”.

“Dietro ogni numero vi sono persone, famiglie, storie di sofferenza e di perdita. Ancora oggi il nostro territorio registra ogni anno nuovi casi di mesotelioma, una malattia che continua a colpire cittadini e famiglie, ricordandoci quanto le conseguenze dell'amianto siano tutt'altro che archiviate”.

“Per questo motivo riteniamo che sul tema sia necessario mantenere alta l'attenzione pubblica, evitando ogni forma di sottovalutazione o di involontaria normalizzazione del problema”.

“La memoria di ciò che è accaduto deve tradursi in un impegno costante verso ciò che resta ancora da fare. La lotta all'amianto non è soltanto una questione tecnica o burocratica: è una responsabilità istituzionale, civile e morale che coinvolge l'intera comunità”.

“Casale Monferrato ha insegnato all'Italia il valore della verità, della giustizia e della bonifica. Proprio per questo non può permettersi di considerare concluso un percorso che, per molte famiglie, non è ancora terminato”.

“Più che dichiarare chiusa una stagione, occorre avere il coraggio di chiedersi quali siano i prossimi passi da compiere”.

“È questa la sfida che la politica casalese è chiamata ad affrontare oggi, con serietà, umanità e senso di responsabilità”.

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