Cantine Valpane: un luogo magico e unico tra le dolci colline del Monferrato Casalese

Monferrato Wine ci porta ad Ozzano Monferrato, parlare di vino con Pietro Arditi, in compagnia del pastore tedesco Balù

OZZANO MONFERRATO

Valpane è una cascina del '700, edificio le cui tracce risalgono al 1300, con parecchia storia alle spalle; un luogo magico ed unico tra le dolci colline del Monferrato Casalese, sito in Ozzano Monferrato. Durante la nostra visita abbiamo avuto il piacere di trascorrere un po' di tempo sulla terrazza della cascina, in compagnia di Pietro Arditi, titolare dell'azienda, e di Balù il pastore tedesco; splendida giornata di fine febbraio, soleggiata e calda, allietata dal paesaggio vitato della proprietà, una bellissima conca.

Visitare Valpane è sempre un'esperienza nuova e formativa vista la competenza e capacità di Pietro, con cui si può parlare tranquillamente di molteplici argomenti; specialmente di vino, vinificazioni e della storia dell'azienda.

Qui la storia è importante, risaliamo agli inizi del '900 quando Giuseppe Arditi detto Giuspin, nonno dell'attuale titolare, riesce ad acquisire Valpane; i vini di Valpane venivano esportati in Belgio e Svizzera e nel 1898 avevano vinto la medaglia d’oro all’esposizione internazionale di Digione e di Bordeaux e quella d’argento ad Amburgo e Roma. Nel secondo dopoguerra il testimone passa a Lidia, zia di Pietro, esempio di abile donna manager dell'epoca; Lidia dotò la cantina di torchi e pompe elettrici e alle vecchie botti in legno affiancò anche vasche in cemento. Fece in tempo a vedere anche l’arrivo del computer in azienda.

La proprietà agricola si estende su 30 ettari, di cui 10 sono a vigneto, a un'altitudine di 265 metri s.l.m.; dal 2017 tutti i prodotti dell’azienda hanno la certificazione biologica, ma da sempre Valpane è stata condotta nel rispetto della natura e del territorio. Le varietà coltivate sono quelle classiche, ovvero barbera, grignolino e freisa; Pietro acquista inoltre uve autoctone per produrre il Rosa Ruske.

Alla richiesta “Fai vini naturali, non usi lieviti aggiunti?”, lui risponde: “Faccio vini naturali, senza lieviti aggiunti, per un fattore prettamente egoistico. Mio nonno a 88 anni andava ancora in vigna e la ricetta era Pillole della mia cucina e vino della mia cantina. Se bevo il mio vino voglio che sia salutare e che non mi faccia male”.

Per quanto riguarda la maturazione delle uve e le fermentazioni: “Scelgo il momento della vendemmia in base all’analisi sensoriale delle uve applicando il metodo dell’ICV di Montpellier. In cantina lavoro con fermentazioni alcoliche spontanee senza inoculo di lieviti selezionati, e cerco di attenermi alla tecnica meno invasiva e il più possibile minimalista”.

Sono vini forse non facili, a cui bisogna approcciare con una certa filosofia; sono vini che Pietro mette in commercio dopo alcuni anni, vini a lunga gittata, complessi e pieni di sfumature.

Durante la nostra visita abbiamo degustato i seguenti vini.

Grignolino del Monferrato Casalese Euli 2015, il nome 'Euli' viene dalla tribù Longobarda che un tempo viveva nell'area dove sorge il vigneto. Parliamo di un grignolino in acciaio, a quasi 5 anni dalla vendemmia, che potrebbe essere un Monferace se non fosse per il fatto che non viene affinato in legno: vinificazione acciaio, poi affinamento acciaio cemento e vetro.

Bel colore rubino appena scarico, senza segni di cedimento; naso fresco, giocato su sentori vegetali; un vino dal naso dinamico, che cambia nel bicchiere ad ogni istante. Spezie, fruttini rossi, note floreali. Tannino verace, che coinvolge nella beva, ottima struttura; un po' un grignolino d'altri tempi con una grande capacità di evoluzione. Degustiamolo con un tagliere composto da salami e formaggi.

Monferrato Freisa Canone Inverso (2010) Il canone è una struttura musicale dove voci e strumenti differenti esprimono la medesima melodia a intervalli sovrapposti. Il canone inverso è invece una struttura musicale nella quale la prima voce esegue una linea melodica e la voce successiva la esegue con moto contrario. Canone Inverso di Paolo Maurensig è anche il titolo del libro che Pietro ama particolarmente. Negli anni abbiamo assistito a molte interpretazioni frizzanti del vitigno, in molte zone del Piemonte, quasi fosse Coca Cola. Qui abbiamo l'esempio di cosa può dare il vitigno freisa se vinificato in modo adeguato; preciso, parliamo del 'genitore' di un certo vitigno chiamato 'nebbiolo'. Parliamo di un vino del 2010 , vinificazione acciaio , poi affinamento acciaio cemento e vetro.. Colore granato con nuances leggermente aranciate, di grande impatto; naso classico, giustamente terziarizzato con spezie, sentori vegetali, cacao, frutta cotta, confettura di lamponi e note dolci date dall'invecchiamento. In bocca ingresso dolce, ravvivato da un tannino importante e non fastidioso, ottimo equilibrio e finale lunghissimo. Un tappeto orientale con trama ed ordito finissimi. Un vino decisamente complesso, mai banale; da capire. Buono con tutti i piatti, alcuni la inseriscono anche con il dolce.

Barbera del Monferrato Superiore Valpane 2007

Uve: Barbera 85%, Freisa 15%

Fermentazione: in legno per 21-23 giorni

Affinamento: Barbera per 1-3 in legno grande da 30Hl fino all'assemblaggio

Affinamento: Freisa per 1-3 in acciaio fino all'assemblaggio

Affinamento: dopo l'assemblaggio, per 18-24 mesi in tonneaux da 500 Lt.

Affinamento: 1 anno in bottiglia prima della vendita

Rubino scuro, naso di spezie, vaniglia, prugna e ciliegia sotto spirito. Bocca decisamente importante, in corrispondenza al naso. Vino importante, di struttura e buon alcool; il tannino del freisa ravviva la freschezza dell'acidità del barbera. Piatti importanti.

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