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Turino sbotta: 'Basta prendersela con gli altri, se siamo in declino da 150 anni è tutta colpa nostra!'

Duro e caustico intervento del noto giornalista e scrittore: 'Da Mellana in poi solo errori e stupidaggini, abbiamo perso tutti i treni che potevamo perdere'

CASALE MONFERRATO - 

“Se Casale è in declino da centocinquanta anni la colpa è solo nostra. Da Mellana in poi abbiamo commesso solo errori ed abbiamo perso tutti i treni della storia. E quando abbiamo tentato di rilanciarci turisticamente abbiamo scelto uno slogan come 'la Siena del Nord' che era un'enorme stupidaggine!”. Il noto giornalista e scrittore Gianni Turino interviene sul dibattito che è aperto da giorni sul nostro portale sul declino e il futuro di Casale (nato dopo l'ormai celebre proposta della Società Geografica Nazionale di inglobare il Monferrato in una microregione chiamata Langhe),fornendo un contributo caustico che, immaginiamo, farà ancora più discutere. “Quello che stupisce – spiega Turino –, quando si parla di Casale, che là dove si puote si parte a lancia in resta lanciando fendenti a destra ed a manca come se i colpevoli del progressivo irresistibile declino di Casale, fossero chissà chi. I fendenti colpiscono ombre, mentre sarebbe sufficiente mettersi allo specchio e prendersi a schiaffi. Sì, a schiaffi; perché i colpevoli non sono i fantasmi chissachì, ma siamo noi, i casalesi che da centocinquanta anni a questa parte hanno fatto tutto il possibile per degradarsi (sempre però avanzando quarti di antica nobiltà)”.

“Comiciò Filippo Mellana – prosegue Turino – che, all’epoca delle costruende ferrovie, contro il parere lungimirante di Cavour propugnò la linea ferroviaria per Torino con il passaggio del Po a Casale. “Il retroterra economico, sociale, storico di Casale – aveva scritto Cavour – è la collina; la pianura ha un’altra storia che non appartiene a Casale… Il Po, per venire a Torino, lo si passa a Torino (in corso Casale… n.d.r.)… con il vostro progetto perderete il treno del futuro…”

“Ma a Mellana non interessava il futuro di Casale… gli interessava il presente,… suo…; lui aveva grande fattoria fra Villanova e Balzola, la cosidetta “Martinetta” e di li fece passare una linea. Abbundantis abbundantum (Totò),fece installare anche una stazione: la “Martinetta” appunto in funzione fino agli anni 70 del secolo scorso. La stazione era proprio sul portone della fattoria, una comodità che nemmeno a Bogheri (dove almeno c’è un lungo viale di cipressi : “ I cipressi che che a Bólgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar…”, ) erano riusciti i conti della Gherardesca. Aveva ragione , per il futuro di Casale, Cavour, ma a Casale, il monumento, l’abbiamo fatto a Mellana!!!”

“Poco per poco Casale, nonostante i suoi illustri (?!?) personaggi, anzi per l’ignavia, la presunzione e l’insipienza di essi, ha perso tutti i treni della storia. Ha perso la Corte d’appello, ha perso, il catasto, ha perso il distretto (il distretto di Casale inglobava Asti ed arrivava alle porte di Torino),ha perso il CAR, ha perso l’ASL, ha perso la ferrovia (sulla linea di Asti si pensa ad una pista ciclabile; ma c’è da restaurare la galleria di Ozzano che sta cadendo…: ad avenì baffò…!...); speriamo che Coppo riesca a salvarci dignitosamente i nero stellati…”

“Ora non ha più niente da perdere, se non il tic di dare, per i suoi guai, la colpa agli altri. Gli altri non c’entrano nulla; chi c’entra siamo noi, i casalesi!...Errori ed errori della sua classe dirigente, non le colpe degli altri, ci hanno portato allo stato attuale”.

“L’unico che si è battuto per un suo vero rilancio è stato negli ultimi anni Gian Carlo Curti, con la sua battaglia, documentata ed argomentata, per il ripristino della Corte d’appello. Salvo alcune espressioni formali e farisaiche, non ha avuto solidarietà alcuna; nei pissi pissi bao bao, Curti veniva irriso; i più benevoli si limitavano ad un sorriso di commiserazione. Coloro che oggi si strappano le vesti per l’abolizione del Tribunale, facciano l’esame di coscienza. Mi ricordano, oggi – cito l’indimenticabile dion Gonella –, quelle “pepue che passano le giornate nelle penombre delle chiese a strapparsi il petto per il rimorso dei peccati che non sono riuscite a commettere…”.

“Curti acutamente sottolinea – citando Bernanos – che i mutamenti della storia per scelte sbagliate ed avventate non avvengono tic -toc.soc, (come potrebbe essere l’abbattimento di palazzo dove gli effetti delle mine si vedono subito) ma gradatamente ed irreversibilmente; lì per lì sembra che sia cambiato nulla, ma poi fatalmente, poco per poco come ad un bivio della strada dove all’inizio sei a portata di voce e pare che il percorso sia lo stesso ma poi ci si allontana definitivamente ed irrecuperabilmente)….”

“Il Lancio turistico della nostra città avvenne, anni or sono ma recenti, con: lo slogan, un’emerita stupidaggine, : “La Siena del Nord”: si rivelò, come era logico pensare, un autentico boomerang”.

“Ora sapete come è l’aspettativa: immaginosa, credula, sicura; alla prova, poi, difficile e schizzinosa: non trova mai tanto che le basti…” Così Manzoni; mentre la marchesa di San Genes, una delle favorite di Luigi XIV parlando alla figliola, diceva -“ L’attesa , se è usata cum grano salis, eccita e stimola; se è eccessiva, affloscia…”.

“Ora io non so a cosa si riferisse nello specifico la nobil donna, ma so che l’attesa di Siena, per chi visitava Casale, è stata deleteria. Se ti aspetti la Marylin Monroe, trovi non bella anche la donna che, senza il termine di paragone, ti avrebbe fatto fischiare di ammirazione…”

“Non dobbiamo incolpare gli altri se abbiamo perso persino il riferimento “Monferrato” il cui palazzo è nella mandrogna Alessandria che con il Monferrato c’entra come i cavoli a merenda. La colpa è nostra di noi casalesi… e come diceva l’antico adagio, “chi è colpa del suo mal pianga sé stesso…”.

Gianni Turino
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