Turino: 'Quella Caserio che tanto assomiglia a Casale...'

Lettera da un'immaginaria città del New Mexico che, nel corso degli anni, è stata spogliata di tutto

CASALE MONFERRATO - 

Dal noto giornalista e scrittore Gianni Turino riceviamo questa lettera, tutta giocata sul registro di un'ironia sottile e allo stesso tempo efficace, dall'immaginaria città di Caserio, che molto ricorda Casale.

“Caro Direttore, Ricevo da Caserio, New Mexico, questa lettera che ti giro.

Distinguido senor Gianni,

Abbiamo avuto occasione di leggerla su internet e tutti noi, nietos di italiani, la troviamo bueno come periodista e come escritor; per cui le inviamo questa cronica che è l’historia della nostra ciudad”.

“-1864 – Dal bisemanal “Ladrillo Herrado”: Il dibattito sulla costruzione della ferrocaril registra questa settimana l’intervento del senor don Felipe Mellanos. Mellanos critica duramente tutti quelli che vorrebbero far transitare a nord la ferrocaril che deve collegare la capital Tauro con Caserio. E chi gli obbietta che questa era l’idea del senor Cavour (un figlio di emigrati piemontesi nato nel New Mexixo nel 1810) perché in tal modo Caserio sarebbe diventata centro ferroviario strategico, e quindi primario, mentre passando a sud diventerebbe una stazione periferica, terziaria e sarebbe tagliata definitivamente fuori dalle comunicazioni, e , quindi, dallo sviluppo, Mellanos risponde :” Chi, quel figlio di montaneses piamonteses ?; è diventato famoso unicamente perché fumava ‘sicarios toscanos’. Tutti -ha concluso Mellanos mentre addentava un panino con manteca- devono capire che meno treni passano, meglio è; perché non conta essere nodo ferroviario importante, non conta avere un jefe estacion, con tanti galloni, quello che conta è avere servizi, cioè a contare sono le comunicazioni ; e meno capi stazione ci sono, più le comunicazioni funzionano…”.

(Oggi, querido senor Gianni, a Caserio per le comunicazioni locali, abbiamo carritos trainati, quando ne hanno voglia, da burros…, ma forse i burini, gli asini , siamo noi).

“Sempre dal bisemanal “Ladrillo Herrado” apprendiamo che quando si trattò di fare Caserio capoluogo di provincia, ci fu una grande discussione. Vinsero quelli che sostenevano che il capoluogo di provincia era una stupidaggine e ciò che contava, non era avere dei prefectos e dei presidentes de provincia, ma i servizi: meno prefectos più servizi…”

“Ancora dal nostro bisemanal. Si parla-1922- di togliere la corte d’appello; hanno avuto la meglio coloro che hanno detto: Non conta essere sede di tribunal de audiencia …quello che conta è che la giustizia funzioni: Meno tribunal de audiencia, più justicia”.

“In seguito il biseminal ci informa che ci fu grande movimiento quando si parlò di togliere le caserme dove passavano seimila soldatos quattro volte all’anno. “Meglio togliere i soldatos- dissero - che portano solo confusione e disordine; quello che conta per l’economia cittadina non sono i soldatos ma uno sviluppo organico e coordinato che porterà benessere; via i soldatos arriveranno i turistas, che hanno più dinero da spendere. Caserio ha tali bellezze che la ciudad italiana Siena, se vorrà essere notata, la dovranno chiamare “La Caserio della Toscana…”.

“Poi il periodico scrive di quando abolirono la centrale dei telefonos …perché quello che conta non è la centrale ma il servizio; e senza centrale il servizio è migliore; così pure per l’energia elettrica. Oggi (lei, querido senor Gianni, con i servizi che avete nella vostra Casale non potrà nemmeno immaginarlo) quando c’è un guasto al telefono od alla luce, non sappiamo a chi rivolgerci: telefoniamo al numero verde e ci risponde da Asuncion –distante duemila chilometri- un disco che dice “Stiamo lavorando per voi…” così ci sembra, certo lei non lo può nemmeno concepire, che ci prendano per i fondillos”.

“Poi tolsero il catasto, il districo militar, ed altre cose sempre perché quello che conta non sono le strutture ma i servizi”.

“Ora si parla dell’hospital. Dicono che l’hospital non conta nulla perché quello che conta sono i servizi e che l’importante non è l’hospital ma abolire le enfermadat: Abolire le malattie…-dicono- è il futuro, non le strutture… Pensi, non inorridisca e la prego di crederci anche se da voi una cosa simile non vi passa nemmeno per l’anticamera del cervello, che un partido politico ha fijado un manifiesto con questo slogan : Con rifundacion guariscono pure i……(e la rima la faccia lei che asì bueno)”.

“Ora, lei non potrà crederci visto come sono le cose dalle sue parti, ma noi siamo costernados, pressoché desnudos, e con los pantalones abajo…e forse non abbiamo nemmeno più i pantaloni”.

“La popolazione della nostra Ciudad diminuisce sempre, siamo in meno che nel 1800… e los jovanes fuggono, vanno a lavorare altrove perché qui il futuro è una chimera… Però si continua ad affermare che non sono le strutture ed i centri di decisione, ma i servizi che contano. Coloro che sostengono queste tesi non hanno ancora capito quello che già sosteneva il signor de La Palisse: i servizi si realizzano là dove ci sono i centri di decision…Pobres nosotros!!!…dove finiremo di questo passo ?!?…)”.

“La salutiamo , querido senor Gianni, con todo nuestro corazon…Muchos carinosos y abrazos, tanti cari saluti e abbracci…”

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“La lettera, caro Direttore, è firmata ma i mittenti mi chiedono discrezione perché temono di passare per retrogrados.

Perché - come osservava il nostro grande Sandrino - così spesso va il mondo…: cioè chi dice cose sensate è visto come un alieno da chi , per autocertezza, si autodefinisce, migliore (ed è per questo che crede, obbedisce e combatte).

…Anzi: così va il mondo, non a Casale – dove tutto funziona come un orologio svizzero e certe cose, come dicono gli amici sudamericani, non passano per l’anticamera del cervello a nessuno- ma a Caserio, New Mexico”.

Tuo

GIANNI TURINO

 

Gianni Turino
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