Turino: 'Ma quando la nostra comunità ha cominciato a morire?'

Riflessione del noto giornalista e scrittore casalese

CASALE MONFERRATO - 

Dal noto giornalista e scrittore Gianni Turino riceviamo e pubblichiamo questa riflessione: “C’è un punto nella vita – scrive –, un attimo una frazione di secondo in cui, giunti al culmine, si incomincia a morire. Noi non lo sospettiamo nemmeno; siamo li che giochiamo, parliamo, lavoriamo, facciamo all’amore; la nostra vita sembra un’eterna primavera...E così quando capiterà la gente dirà: “Così all’improvviso, così inaspettatamente”. Invece si stava morendo da tanto tempo…La stessa cosa è nella vita di una comunità”.

“Si può – prosegue Turino – individuare quel momento? E’ pressoché impossibile. Ma quando una comunità non sente la responsabilità, di fronte a fatti eclatanti che – attraverso le vicende di suoi componenti – la colpiscono, e non ha la dignità di compromettersi….ecco quello è l’inizio della fine…”

“Certo tutto non avviene tic-toc-soc da un minuto all’altro…, ci vuole del tempo…ma la discesa è inesorabile perché mancano i presupposti morali per la sopravvivenza”.

“Mi si dice: “ Compromettersi?!? Ma compromettersi è una cosa brutta! …” Rispondo “Scherziamo!!!; compromettersi significa mettersi a pro di qualcosa….” È una parola altamente positiva perché significa che abbiamo la dignità di manifestare il nostro pensiero, di dire al mondo: guarda che con noi non puoi sbagliarti perché noi siamo qui…”. E’ chi non si compromette che è viscido e potenzialmente pericoloso ….”

“Fatti tragici che hanno colpito persone della nostra Comunità, sono passati nella sostanziale, e spesso farisaica indifferenza; a cominciare da quasi tutti i media a confronto dei quali Pilato è un Attilio Regolo…”

“Compromettersi non significava schierarsi a favore, ma anche contro: ma per una morale corrente, è necessario manifestare, argomentando, la propria posizione; sarebbe stata comunque una posizione di grande dignità di fronte alla quale, comunque fosse, ci si sarebbe tolti tanto di cappello…”

“Invece no; il silenzio o il farisaico pissi pissi bao bao anche da pulpiti dove un tempo si sfidava il martirio Proviamo a pensare, mentre scrolliamo il capo e allarghiamo le braccia, come saremmo il giorno in cui a ballare fossimo noi o un nostro caro….”

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