Turino: 'Il fiorire di liste civiche è il meraviglioso segno che la democrazia non è morta!'

Il giornalista e scrittore interviene nel dibattito aperto dal capogruppo Pd Davide Sandalo

CASALE MONFERRATO - 

Nel dibattito sul voto utile, lanciato dal capogruppo Pd Davide Sandalo, interviene anche il giornalista e scrittore Gianni Turino che apprezza il fiorire di tante liste civiche: “Sono il segno che la democrazia non è morta”. E Turino non manca di criticare il meccanismo delle primarie del Partito Democratico che, per come vengono svolte, non sarebbero, secondo la sua personale opinione, “una cosa seria”.

LE ESALTATE PRIMARIE!!!

di Gianni Turino

In base alle cosiddette primarie, Renzi, che oggi ha giurato: “Mai e poi mai al governo senza il mandato popolare…” il giorno dopo ha fottuto Letta in una maniera così volgare che nemmeno ai bei tempi delle famigerate correnti della Dc.

Le primarie, per essere una cosa seria, dovrebbero essere regolamentate per legge. Innanzi tutto non esiste votazione se non c’è un corpo elettorale; nelle cosiddette primarie del Pd il corpo elettorale si forma su due piedi versando uno o due euro: può votare chiunque; è quindi un voto ballerino, fa venire in mente lo spirù (“per ballar lo spirù/ piega con me le ginocchia anche tu…). Negli Stati Uniti, dove le primarie sono una cosa seria, il corpo elettorale è noto. Chi si iscrive per le primarie di un partito non può votare alle primarie dell’altro.

Le primarie così come “quivi” vengono svolte, sono una fregnaccia.

Cos’è che manca alla politica? Manca il dibattito. Un tempo, quello delle famigerate correnti della Dc, c’erano le assemblee interne; quando c’erano i congressi per mesi e mesi si batteva piano e monte a tenere assemblee che discutevano animatamente, a volte animosamente, mozioni e le votavano: le votavano!!!

Oggi non c’ è più dibattito; deputati e senatori vengono eletti senza mai aver fatto un passo nel collegio, senza mai aver partecipato – sul piano e sul monte – a dibattiti ed assemblee che poi, votando le mozioni, determinano la linea del partito e quindi la loro. Non rispondono più agli elettori, che per altro ignorano, nel senso che non conoscono.

Dire che votare un piccolo movimento, una lista civica, è sprecare il voto, genera considerazioni squallide, vuol dire che si respinge a priori il dibattito e si invita il cittadino coglione a credere obbedire e combattere: a sedermi sulla poltrona ci penso io.

Il fiorire di liste civiche è un meraviglioso segno che la democrazia non è morta e germoglia negli animi dei cittadini; ha pienamente ragione Gian Carlo Curti, con la sua amara ironia. Ben vengano perché è solo confrontandosi che si rianima la partecipazione, che si vince la noia, l’assuefazione e la delusione; è solo con la partecipazione, con il confronto, che può tornare a germogliare la passione.

Gianni Turino
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