Addio a Gianfranco Morgando: nel 2022 fu commissario del circolo Pd cittadino

Politico notissimo a livello regionale, era stato più volte parlamentare e sottosegretario nei governi Amato e D'Alema. Aveva 76 anni

BORGIALLO (TO) - 

(Gianfranco Morgando)

È mancato improvvisamente oggi, mercoledì 21 ottobre, Gianfranco Morgando, politico notissimo a livello regionale, più volte parlamentare – deputato nella Dc, nella Margherita e senatore del Pd –  e sottosegretario nei governi Amato e D'Alema, segretario regionale del Pd dal 2007 al 2013. Dal 2018 dirigeva la Fondazione Donat Cattin.

Originario di Borgiallo, nel Canavese, aveva 76 anni.

Alla nostra città è legato in quanto, appena quattro anni fa, era stato nominato commissario del circolo Pd cittadino, dopo che venne sfiduciato il segretario Johnny Zaffiro, traghettando il partito verso la nomina dell'attuale segretario Cesare Chiesa.

Lascia la moglie Carmen, il figlio Andrea con la famiglia, la sorella Teresina e il fratello Severino.

(Da sinistra Graziano Del Rio, Monica Canalis e Gianfranco Morgando)

Questo il ricordo della consigliera regionale Monica Canalis (Pd): “Gianfranco Morgando era per me e per molti in Piemonte un amico e un maestro politico, sempre lucido nell'analisi e paziente nelle difficoltà. Un riferimento politico ed umano, capace di mediare e far incontrare le persone intorno ai progetti politici. Ci ricordava sempre che il progetto politico viene prima del percorso del singolo e che le culture politiche sono necessarie anche oggi per non ridurre l'attività politica al mero pragmatismo o alla lotta per il potere”.

“Gianfranco Morgando era un politico a tutto tondo, passato dal parlamento, dal governo e soprattutto da quella scuola di democrazia che sono i partiti. Per lui c'era stata la guida regionale del Partito Popolare Italiano e poi del PD, dal 2007 al 2014. Con lui avevo costruito le basi della Scuola di formazione politica del Pd piemontese. A lui soprattutto devo la mia formazione politica.

Allievo di Donat-Cattin, Morgando era un attento osservatore dei fenomeni sociali ed economici, che sapeva leggere in modo riflessivo. Uomo di dialogo e di cultura, legatissimo alla sua famiglia e al suo Canavese, lascia un grande vuoto nel centrosinistra piemontese. Oggi lo piangiamo come Cattolici Democratici e come piemontesi”.

Ricerca in corso...