È mancato questa mattina, domenica 18 ottobre, Claudio Debetto, personaggio conosciutissimo e apprezzato nel mondo del volontariato, del pacifismo e della solidarietà cittadina.
Originario dell'Istria (e aveva raccontato la sua esperienza di profugo in numerosi incontri con le scuole, specialmente in occasione del Giorno del Ricordo),si era stabilito giovanissimo a Casale Monferrato, aveva cominciato a lavorare come sindacalista Cisl, si era costantemente dedicato al volontariato, sempre dalla parte degli ultimi.
Impossibile ricordare tutti i progetti in cui si era impegnato, dalla Banca Etica all'Ufficio Migrantes, da EquAzione fino al recente impegno nel gruppo di Mezz'ora per la pace, ha tracciato un solco profondo nella comunità di Casale Monferrato.
Aveva 82 anni. Lascia la moglie Marisa, i figli Marta, Paolo e Novella. Il funerale sarà celebrato martedì 20 ottobre, alle 15, nella chiesa parrocchiale dell'Addolorata. La veglia di preghiera si svolgerà lunedì 19 ottobre, alle 21, nella chiesa parrocchiale di Pontestura.
Chi lo desidera può sostenere in sua memoria i progetti di Radio Radiè Resch.
Questo il ricordo dell'amico Alberto Deambrogio: “La notizia della scomparsa di Claudio Debetto, arrivata improvvisamente stamane, lascia un vuoto incolmabile e un dolore profondo”.
“Sembra quasi impossibile se penso che soltanto a inizio settembre eravamo ancora insieme, l'uno a fianco dell'altro, a presentare il libro di Ottone Ovidi. In quell'occasione, come sempre, Claudio aveva portato la sua lucidità, la sua passione e quella capacità unica di analizzare il presente senza mai perdere la speranza nel futuro”.
“Il nostro è stato un cammino lungo, fatto di militanza, visioni e tantissime iniziative condivise”.
“Impossibile non riavvolgere il nastro della memoria fino alle stagioni straordinarie del Laboratorio per l'alternativa, dove mettevamo in circolo idee e sogni di riscatto sociale, o ai giorni intensi e carichi di futuro del Social Forum di inizio anni Duemila”.
“In quegli anni di snodo, Claudio era una presenza fondamentale: la sua anima di emigrato, unita alla concretezza del lavoratore e del sindacalista, portava nei movimenti una profondità rara”.
“Abbiamo attraversato insieme piazze, dibattiti e percorsi collettivi, uniti da una ferrea volontà di non rassegnarsi alle ingiustizie”.
“Le sue battaglie culturali, l'impegno instancabile per la pace, la vicinanza agli ultimi e il lavoro nella Cooperazione, in Banca Etica e all'Ufficio Migrantes non erano semplici attività, ma la traduzione pratica di un'etica rigorosa”.
“In questo momento di smarrimento, mi tornano alla mente le parole straordinarie di Adriana Zarri, una figura che entrambi abbiamo amato e stimato. Adriana scriveva che la morte non è l'antitesi della vita, ma il suo compimento, una "fioritura" in cui tutto ciò che si è seminato trova finalmente la sua forma eterna e legata all'assoluto dell'amore”.
“Claudio ha seminato tantissimo. Ha seminato giustizia, accoglienza, solidarietà e cultura della complessità. La sua vita non si interrompe oggi, perché fiorisce nei cuori di quanti hanno condiviso con lui un pezzo di strada e nelle lotte che continueremo a portare avanti, anche nel suo nome”.
“A nome mio e, credo, di tutte e tutti quell@ che hanno avuto il privilegio di camminare al suo fianco, stringo in un abbraccio immenso la sua famiglia e i suoi cari. La terra ti sia lieve, caro Claudio. La tua lezione di dignità e il tuo rigore intellettuale resteranno per sempre il nostro faro”.


