“Una notte lunga quarant’anni”: Casale ricorda Stefano Furlan

Sabato 10 gennaio, alle 18:30, all'auditorium Santa Chiara, via Facino Cane, la presentazione del libro dedicato all'ultras triestino, deceduto nel 1984 per una manganellata

CASALE MONFERRATO - 

Le tifoserie organizzate Sbamballati, Boys 88, Gioventù Nerostellata e G.A.T. del Casale FBC 1909 annunciano la presentazione del volume “Una notte lunga quarant’anni”, realizzato dagli ultras di Trieste in collaborazione con l’Associazione Stefano Presente, che avverrà sabato 10 gennaio, alle 18:30, all'auditorium Santa Chiara, via Facino Cane, a Casale Monferrato. A presentare il libro Lorenzo Campanale, ultras triestino.

L’opera nasce per commemorare il quarantesimo anniversario della scomparsa di Stefano Furlan, giovane triestino deceduto nel febbraio del 1984 in seguito ai fatti avvenuti dopo una partita della Triestina. La sua morte, avvenuta in un contesto di forte tensione sociale e sportiva, segnò profondamente la città di Trieste e lasciò un’impronta indelebile nel mondo del tifo organizzato italiano. Nel corso degli anni, la vicenda di Stefano è divenuta un simbolo di memoria collettiva, di richiesta di giustizia e di riflessione sul rapporto tra sport, istituzioni e comunità.

Il libro raccoglie un ampio patrimonio di testimonianze, documenti e materiali storici che ricostruiscono con rigore e sensibilità non solo gli eventi legati alla tragedia, ma anche il contesto umano che circondava Stefano. Attraverso le parole della madre, Renata Furlan, e di coloro che vissero in prima persona quei giorni drammatici, emerge il ritratto di un ragazzo appassionato, legato alla sua città e alla sua squadra, la cui storia continua a parlare alle nuove generazioni.

Il volume include inoltre articoli di giornale dell’epoca, fotografie inedite, atti e documenti ufficiali, oltre a un fumetto originale realizzato da Francesco Cuomo, che offre una lettura narrativa e accessibile della vicenda. Il risultato è un’opera che unisce memoria, ricerca storica e impegno civile, restituendo dignità e profondità a una pagina dolorosa della storia sportiva italiana.

Con questa iniziativa, le tifoserie del Casale FBC 1909 intendono promuovere un momento di riflessione condivisa, valorizzando un lavoro editoriale che rappresenta un esempio concreto di come il mondo del tifo possa farsi portatore di cultura, responsabilità e memoria. La presentazione del libro vuole essere non solo un atto di vicinanza alla comunità triestina, ma anche un invito a mantenere viva l’attenzione su temi che riguardano il rispetto, la sicurezza e il valore umano dello sport.

Stefano Furlan era un ragazzo triestino di vent’anni, tifoso della Triestina, morto nel 1984 dopo essere stato colpito alla testa da un agente di polizia durante il deflusso della partita Triestina – Udinese. Non c’erano veri scontri: solo fumogeni e qualche petardo. La manganellata lo mandò in coma e morì venti giorni dopo. L’agente fu condannato ma poi reintegrato.

La città di Trieste lo ricorda come simbolo di ingiustizia e memoria collettiva: la Curva dello stadio porta il suo nome e ogni anno viene commemorato con grande partecipazione. La sua vicenda continua a rappresentare un monito sul rapporto tra tifo, ordine pubblico e verità.

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