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“Un incubatoio per la riproduzione delle specie autoctone del Po, diventate sempre più rare"

La proposta di Marco Almirante, guardia ittica F.I.P.S.A.S. della provincia di Alessandria: "Ricreare l’ambiente presente fino a 40 anni fa, ovvero prima dell’arrivo dei pesci siluri”

CASALE MONFERRATO

Dal nostro lettore Marco Almirante (nella foto),guardia ittica F.I.P.S.A.S. della provincia di Alessandria, riceviamo e pubblichiamo integralmente: “Colgo l’occasione, avendo il nostro splendido fiume una situazione di evidente siccità , per sottoporre agli amici casalesi, pescatori appassionati e non, alcune idee e riflessioni che potrebbero dare ulteriore slancio alla vivibilità e fruibilità del Po, nel nostro tratto cittadino, morfologicamente modificato nel corso degli ultimi anni dalla costruzione della seconda diga (la prima è la famosa e antica Bria) dopo il ponte della ferrovia o “del Diavolo” a fianco della “Nuova Casale””.

“Tutti sono concordi che produrre energia “green” sia segnale di progresso sostenibile e buon senso e in questo il nuovo impianto “Idrobaveno” rappresenta un esempio di ingegneria idraulica di primo livello”.

“Peccato solo, mio pensiero, che questa soluzione non sia stata adottata dalle società partecipate del nostro Comune, utilizzando poi l’energia prodotta per i cittadini di Casale, bensì progettata e gestita da privati che immettono poi la corrente elettrica prodotta nel mercato libero nazionale, garantendo mi pare al Comune solo un simbolico indennizzo”.

“Ma queste sono scelte fatte da chi ha responsabilità di governo e non sono l’argomento di cui voglio scrivere”.

“Io vorrei capire se ci potrebbero essere interessi e opportunità per aumentare l’utilizzo e la frequentazione del fiume”.

“Manifestazioni gioiose e sport acquatici si moltiplicano, essendo il tipo di invaso che si è creato fra le due dighe un ottimo “Spot” per far si che l’acqua diventi la sede ideale per tantissimi eventi”.

“Il lentissimo, quasi impercettibile scorrere del fiume permette anche di organizzare eventi culturali e sedute di yoga galleggianti, che ricevono così una cornice naturalistica quasi esclusiva”.

“Io come guardia ittica F.I.P.S.A.S. della provincia di Alessandria conosco molto bene un lungo tratto del Po”.

“Dal confine della provincia di Vercelli, ovvero da Pobietto (Morano),fino quasi a Valenza noi guardie effettuiamo controlli sia per la tutela delle specie ittiche che per la tutela del patrimonio naturalistico spondale, in collaborazione con il parco del Po e i Carabinieri nel Nucleo Forestale di Casale Monferrato”.

“A tal proposito auspichiamo che molto presto venga istituito un corso per nuove guardie, così da avere più addetti al controllo del fiume”.

“La conoscenza di lunga data dei fiumi e della pesca, sia in Italia che all’estero mi spinge a sottoporre un’idea che potrebbe veramente dare un grosso slancio alla pratica della pesca nel nostro tratto cittadino”.

“Essendoci ancora parecchi fondi del PNNR stanziati per il settore ambiente (che non fra molto verranno ritirati) e avendo il governo appena modificato il regolamento venatorio su tutto il territorio nazionale (sollevando aspre critiche dagli animalisti e ambientalisti),c’è spazio per una proposta che va nel segno del ripopolamento e nel recupero delle specie autoctone del Po”.

“È tra l’altro nella stessa linea di azione della prossima campagna del parco del Po di ripopolamento del fiume di storioni italici, ambiziosa ma di grandissimo impatto ambientale, essendo lo storione il pesce più antico del fiume, il più nobile e uno dei “regolatori” della fauna ittica””.

“La proposta è semplice, realizzare con il coinvolgimento della nostra AMC, specializzata nella gestione delle acque, degli “Incubatoi” ovvero delle vasche per la riproduzione di importanti ma diventate sempre più rare specie autoctone del Po, come lucci, lucio perca, tinche, cavedani, anguille, lasche, persici trota e altre, al fine di ricreare l’ambiente presente fino a 40 anni fa, ovvero prima dell’arrivo dei pesci siluri”.

“Per il contenimento dei terribili pesci siluri, sono in atto misure efficaci che certamente nel breve periodo daranno risultati concreti, sperando che inizino anche azioni per il contenimento dei cormorani, uccelli devastanti per i nostri pesci, (per entrambi non è prevista la “REMIGRAZIONE”)”.

“Abbiamo vicino a noi il lago di Viverone, unico lago in Piemonte non vittima dell’inquinamento, dove ci sono incubatoi che da tempo ridanno al lago stesso nuove vite, ripopolando specie a rischio estinzione”.

“Un amico, pescatore esperto e famoso a livello europeo, nonché già membro della nazionale pescatori, “Riccardo Fanucchi angler” (nel Web ha decine di migliaia di follower) potrebbe far parte di un gruppo di studio formato da esperti (ingegneri ambientali, parco del Po e guardie ittiche) per valutare la fattibilità di un progetto ambizioso, ma sicuramente rivoluzionario, per far sì che Il fiume Po di Casale Monferrato diventi uno dei luoghi di pesca più famosi d’Italia”.

“È quasi impossibile trovare un tratto cittadino così bello e mistico, che si presti a così tante possibili attività”.

“Certamente dovrebbe essere coinvolta la centrale “Idrobaveno”, che con il suo Know-how darebbe concretezza al progetto”.

“Io sono a disposizione per qualunque informazione sull’argomento e credo davvero che potrebbe essere un salto di qualità sulla gestione del tratto cittadino del fiume, permettendoci anche di essere un punto di riferimento per chiunque volesse ripopolare corsi d’acqua o laghi e laghetti”.

“È sicuramente un argomento su cui è indispensabile informarsi bene e valutare la fattibilità ma la pesca è sempre stata una fonte di cibo, una pratica sportiva e una attività che ha evitato a migliaia di giovani di mettersi nelle grane, regalando natura, benessere e molta pazienza ai suoi praticanti”.

“Ovviamente regolamentando tutto con il principio della salvaguardia delle specie ittiche e del buon senso”.

“Non è un progetto difficile da realizzare, è sicuramente al di fuori degli schemi su cui si muovono normalmente gli investimenti dei comuni”.

“Però può essere davvero una risorsa dall’enorme valore etico-ambientale, e darebbe a Casale Monferrato, il comune che con la candidatura a Capitale della Cultura Italiana per il 2020 ha acquisito il titolo di “Comune più Resiliente d’Italia” una ulteriore forza di rinascita”.

“A settembre-ottobre noi guardie ittiche in collaborazione con gli Amici del Po organizzeremo una giornata per avvicinare e introdurre la pesca ai giovani del nostro territorio”.

“Io sono certo che pescare possa tornare ad essere una pratica, uno sport, che può regalare tanta salute, natura e amore per l’ambiente che ci circonda alle prossime generazioni, non ha bisogno di sistemi operativi, di auricolari o di supporti informatici, ha bisogno di sensibilità e di voglia di mettersi in gioco, imparando e rispettando ciò che di bello è intorno a noi”.

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