"Train to be cool": al Sobrero la campagna educativa della Polfer

Un progetto per sensibilizzare i giovani ed educarli al rispetto delle norme comportamentali da rispettare negli ambiti ferroviari

CASALE MONFERRATO

“Com’è cambiato il mio approccio alla faticosa routine quotidiana da studente pendolare dopo l’intervento della Polizia Ferroviaria di Alessandria? Grazie alla campagna educativa ‘Train to be cool-Progetto Scuole’ - commenta Michael, studente di 1 Liceo Internazionale del Sobrero - gli operatori della Polfer ci hanno permesso di toccare con mano i gravi rischi a cui troppo spesso, per inconsapevolezza, per irresponsabilità o per noncuranza, sottoponiamo la nostra incolumità quando ci troviamo all’interno delle Stazioni o in altri ambiti interessati dalla circolazione dei treni”.

Il progetto è stato promosso dal Ministero dell’Interno, in risposta a una drammatica evidenza: l’innalzamento del numero degli incidenti, in alcuni casi anche mortali, che ha visto come protagonisti gli adolescenti. Di qui la necessità di sensibilizzare i giovani ed educarli al rispetto delle norme comportamentali da rispettare negli ambiti ferroviari: “Troppo spesso -spiegano i relatori alle tredici classi prime dell’Istituto-siamo distratti dai social, dai messaggi e dagli auricolari, non rispettiamo la segnaletica di sicurezza e ci avviciniamo pericolosamente ai convogli, oppure sottovalutiamo la portata di un gesto inconsulto o di una spinta che nell’arco di pochi istanti può distruggere due vite: quella della vittima e quella dell’aggressore”.

Altrettanto grave è il fenomeno delle challenge e delle sfide di coraggio tra adolescenti che, spesso incoraggiati da youtuber o da fake appositamente condivisi in rete, attraversano i binari in prossimità di treni in corsa o commettono gravi atti di vandalismo danneggiando i convogli e mettendo a repentaglio la sicurezza stessa dei passeggeri.

“Siamo rimasti particolarmente colpiti - commenta Sofia, classe 1 LI - dalle riprese che hanno permesso alla Polizia di ricostruire la caduta di un ragazzo proprio durante il passaggio di un convoglio. Il giovane per fortuna non ha riportato lesioni di grave entità, ma se lo zaino che indossava in quel momento non l’avesse protetto, l’incidente avrebbe potuto essere mortale. L’aspetto della vicenda che ha maggiormente scosso le nostre coscienze è stato il motivo all’origine dell’evento: una lite per futili motivi terminata con una spinta, che dimostra come un banale gesto di stizza, nel momento e nel luogo sbagliato, può rivelarsi fatale”.

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