"Scusarsi e trovare insieme delle soluzioni"

Una riflessione di Marco Almirante: "Come diceva Claudio Debetto, tutto è possibile, a patto che si cerchi sempre di operare in pace, senza prevaricare il prossimo”

CASALE MONFERRATO - 

Da Marco Almirante riceviamo e pubblichiamo integralmente: “Ciò che sta accadendo intorno a noi in questi ultimi anni mette tutti davanti ad un mondo che sono certo nessuno avrebbe immaginato e nessuno, spero, vorrebbe”.

“Le ultime generazioni, in particolare quelle dal '68 in poi (io ci sono dentro con gli interessi) non solo non hanno capito il messaggio di rinascita e speranza che ci ha lasciato l’ultima devastante e fratricida grande guerra, ma hanno invece con determinazione e ignoranza nuovamente perseguito la divisione fra i popoli, la violenza, sia economica che sociale, il razzismo ideologico e comportamentale, le disuguaglianze e la convinzione ossessiva che la colpa sia sempre degli altri, che “noi” abbiamo sempre ragione”.

“Il nazifascismo e lo stalinismo, le disumane e crudeli ideologie di odio e prevaricazione, modelli di dominio sulle popolazioni da sottomettere, sconfitte con enormi sacrifici di vite, e con la consapevolezza che avevano rappresentato uno dei momenti più bui della nostra storia, hanno purtroppo lasciato delle reminiscenze che potrebbero riportarci nel baratro della guerra totale”.

“Le super potenze mondiali, Stati Uniti e Russia, con il silenzio assenso di Europa, Cina, India e molti altri, con la scusa di fare il bene del mondo, attaccano nazioni sovrane, nel tentativo di derubarli delle loro materie prime, trovando scuse a cui oramai nessuno più crede”.

“Sequestrare un capo di stato, portarlo via nel cuore della notte in ciabatte e tuta, bombardando come diversivo un palazzo abitato da civili è stato l’esempio di come il potere prevarichi il diritto internazionale, nello spregio della vita delle persone”.

“Nello stesso modo attaccare l’Ucraina da parte della Russia, per riappropriarsi di materie prime fondamentali, definendola una “operazione speciale”, ha evidenziato come anni di mediazione da parte europea siano stati inutili e infruttuosi”.

“Dopo il Kuwait di Saddam Hussein, conquistato di fatto per eliminare la minaccia delle armi di distruzione di massa (mai trovate e forse mai esistite) e la Libia di Gheddafi, ammazzato si pensa per il petrolio o perché non più interlocutore fidato dei potenti della politica internazionale, si è deciso irrazionalmente di scatenare una guerra contro l’Iran”.

“Mai e poi mai l’Iran dovrà avere la bomba atomica”.

“Il risultato è una delle più grandi crisi energetiche che la storia ricordi”.

“Davanti a tutto questo, le nuove generazioni, i giovani di tutta Europa, sono consapevoli che le risorse indispensabili per lo stato sociale, per l’istruzione, per la ricerca scientifica, per il progresso sostenibile vengono dirottate per le armi, per alimentare delle guerre che sono l’arma devastante della cattiva politica”.

“La protesta come ultima forma di dissenso a tutto questo è sicuramente una giusta presa di posizione, come dice il nostro Presidente, che con 85 anni è il più brillante e illuminato politico italiano”.

“È di una nazione vitale incoraggiare le manifestazioni pacifiche. I cortei che mettono in risalto le opinioni del popolo”.

“La violenza che molte volte invece accompagna questi eventi non è invece giustificabile in nessun modo, è da condannare in modo inequivocabile”.

“Se migliaia di giovani, molti minorenni manifestano in modo pacifico, gli stati devono utilizzare i servizi di intelligence per prevenire le infiltrazioni di gruppi violenti (sovvenzionati da poteri deviati) che nulla hanno a che fare con i nostri ragazzi”.

“Bombardare e uccidere migliaia di civili innocenti, bambini che non avranno un futuro, ovunque nel mondo, è lecito”.

“Aumentare le spese per gli armamenti perché è indispensabile difendersi da un nemico che a seconda degli interessi si individua è giustificato”.

“In questa logica allora è la soluzione di mandare centinaia di militari nelle città per contrastare i manifestanti facinorosi”.

“Essere invece consapevoli che è solo con il dialogo, con l’inclusione sociale, con l’abbattimento delle barriere culturali e religiose, con investimenti importanti nelle scuole, vera estensione della famiglia, con una vera cultura internazionale dell’accoglienza e dell’integrazione, che si costruirà la società di domani, in cui prosperità e uguaglianza saranno per tutti, può essere la svolta”.

“Oggi si celebrano le esequie di Claudio Debetto, un casalese che ha messo la sua vita al servizio degli altri, di tutti quelli che avevano bisogno di un aiuto”.

“Ho di lui un ricordo di tanto tempo fa, ma mi è rimasto impresso per la sua semplicità”.

“Eravamo con altri amici, io ero un segretario di partito giovane ed entusiasta, lui mi disse che tutto era possibile, a patto che si cerchi sempre di operare in pace, senza prevaricare il prossimo”.

“Io sono certo che quello è un pensiero di molti, basta ascoltarsi”. 

Ricerca in corso...