Lo scorso venerdì 22 maggio, presso i locali dell’Istituto Sacro Cuore, si è tenuto il partecipato incontro dal titolo “Educare al Digitale è possibile?”, una serata di approfondimento dedicata ad un tema tanto delicato quanto attuale: il rapporto tra bambini, ragazzi e tecnologie digitali.
L’iniziativa è nata dalla volontà di un gruppo di mamme particolarmente sensibili alla questione educativa legata all’utilizzo di smartphone, social network e dispositivi digitali, con il desiderio di creare rete tra famiglie e costruire una vera comunità educante capace di confrontarsi senza giudizio.
Nel corso della serata è intervenuta la dottoressa Francesca Bertolo che, con un approccio chiaro, concreto e comunicativo, ha accompagnato i presenti in una riflessione sui rischi legati ad un’esposizione precoce e non accompagnata al digitale.
Partendo dalle diverse fasi di crescita — dagli 0 fino ai 16/18 anni — la relatrice ha illustrato come il rapporto con tecnologia e schermi debba necessariamente cambiare in base all’età, aiutando i genitori a comprendere che il digitale rappresenta certamente uno strumento importante, ma anche una realtà da conoscere e gestire con consapevolezza.
Nel suo intervento è stato inoltre affrontato il tema dell’etichetta dei cosiddetti “nativi digitali”, che per anni ha contribuito a diffondere l’idea che bambini e ragazzi fossero naturalmente preparati a gestire strumenti e piattaforme digitali senza particolari rischi. Una convinzione che oggi, alla luce di numerosi studi e delle evidenze emerse negli ultimi anni, mostra invece tutti i suoi limiti.
A completare il quadro della serata è stato l’intervento di Elisabetta Coccia, mamma di cinque figli tra preadolescenza e adolescenza e referente di AIART Piemonte, associazione che si occupa di educazione ai media e uso consapevole di televisione, social network e digitale.
Nel suo contributo ha sottolineato alcune parole chiave fondamentali per accompagnare i figli nel mondo digitale, prima fra tutte la responsabilità, intesa anche come capacità degli adulti di mettersi in discussione in prima persona. Il buon esempio, infatti, resta il principale strumento educativo: i figli osservano molto più di quanto ascoltino.
Altro punto centrale emerso durante la serata è stato quello della necessità di definire poche regole ma chiare nella gestione dei dispositivi in casa, costruendo progressivamente insieme ai figli modalità e tempi di utilizzo adeguati all’età, affinché possano sentirsi parte attiva del percorso educativo.
Dal confronto con i genitori presenti è inoltre emersa con forza l’esigenza di promuovere percorsi di educazione digitale rivolti direttamente anche a bambini e ragazzi, al pari delle attività che la scuola già propone su temi come alimentazione, ecologia e rispetto delle regole civiche.
Proprio in questa direzione, l’istituto si impegna a portare avanti ad un progetto educativo dedicato all’uso consapevole del digitale che prenderà forma nel prossimo anno scolastico. Parallelamente si impegna anche a programmare un ciclo di incontri rivolti ai genitori, con l’obiettivo di creare occasioni di confronto, scambio di strategie e sostegno reciproco, recuperando quel senso di “comunità educante” che oggi molte famiglie sentono fortemente necessario.
Al termine dell’incontro, le mamme promotrici dell’iniziativa hanno inoltre presentato e distribuito le prime bozze dei “Patti Digitali” elaborati per la città di Casale Monferrato, invitando i genitori a leggerli, integrarli e contribuire alla loro costruzione collettiva, affinché possano diventare veri accordi di comunità condivisi.
I Patti Digitali di Casale Monferrato saranno definiti nella loro versione finale e pubblicati sul sito ufficiale Patti Digitali a partire dall’inizio di giugno.
L’incontro è stato registrato ed è visionabile sul sito ufficiale dell’Istituto Sacro Cuore.
Come ricorda un noto proverbio africano:“Per crescere un bambino ci vuole un villaggio.”
Casale è un grande villaggio. Forse dobbiamo solo imparare ad attivarlo — o, per restare in tema, a connetterlo.



