Comitato Casale Capitale della Doc: un convegno che entrerà nella storia del vino e del Monferrato

Si svolgerà venerdì 23 settembre, alle 17, nel salone Marescalchi del Castello ed è legato al riconoscimento di Bene di Interesse Storico che il Centro ha ricevuto a maggio dal Ministero della Cultura

CASALE MONFERRATO

Il 23 settembre 2022 sarà una data che potrebbe entrare a far parte a tutti gli effetti della storia del vino italiano e del nostro Monferrato.

Infatti il Comitato Casale Monferrato Capitale della Doc in quel giorno, con inizio alle ore 17, organizzerà presso il Salone sugli spalti del castello paleologo, recentemente intitolato al grande Arturo Marescalchi, un importante convegno legato al Riconoscimento di “Bene di Interesse Storico” che il Centro ha ricevuto lo scorso 16 maggio dal Ministero della Cultura per i libri ed i documenti sulla storia del vino e della Doc ricoverati e catalogati presso la sede al castello ma soprattutto per il lancio previsto in quello specifico contesto dell’idea – progetto di realizzazione di un Archivio Nazionale di tutti i Vini Doc Italiani.

Come era accaduto tre anni fa, ovvero il 23 settembre, evidentemente data fortunata per il Comitato, del 2019, sempre al castello, si lancia nuovamente una idea che poi potrebbe poi positivamente ed ampiamente svilupparsi così come è accaduto in quel contesto quando il Comitato Doc casalese aveva preso l’iniziativa di proporre una “Strada del Vino e dei Sapori del Monferrato” che poi negli anni successivi è progredita e si sta concretizzando ed ampliando con la Strada del Vino del Granmonferrato.

Si parte dal concetto fondamentale della straordinaria importanza non solo produttiva ma soprattutto socio – economica dell’avvento della Doc e dei vini Doc italiani: fino agli anni Cinquanta, ovvero prima della approvazione della legge DOC del 12 luglio del 1963 promossa dal monferrino Paolo Desana, il vino italiano per circa il trenta per cento si presentava sofisticato e soggetto a gravi frodi riguardanti l’origine e la provenienza della materia prima, l’esportazione era praticamente quasi inesistente, non era ancora nato il turismo vinicolo e solo una quindicina erano le denominazioni geografiche vinicole conosciute ed organizzate con un livello qualitativo significativamente molto meno elevato di quello odierno. Oggi, dopo quasi sessant’anni dalla messa in moto del meccanismo delle Denominazioni Geografiche nel settore vinicolo, sono oltre Cinquecento, probabilmente perfino troppe e comunque un record a livello mondiale, le denominazioni vinicole di qualità riconosciute tra Doc, Docg e Igp, il settore vitivinicolo da molti anni rappresenta uno dei comparti più positivi della bilancia commerciale del nostro Paese, ogni anno si aggirano tra le nostre vigne ed i nostri borghi oltre tredici milioni di enoturisti e, a livello nazionale, operano 123 Consorzi di Tutela dei Vini Doc, appositamente istituiti proprio dalla legge del 1963, che ci permettiamo di definire vere e proprie fortezze socio – economiche che operano attivamente per la promozione territoriale in tutte le regioni italiane.   

Di qui la necessità di salvaguardare e conservare la memoria della storia non solo della legge delle Doc, come abbiamo fatto a Casale con il “Centro Doc Paolo Desana”, ma di ognuno dei vini Doc italiani attraverso il recupero, la catalogazione e la possibile digitalizzazione dei più significativi tra articoli giornalistici, dattiloscritti e manoscritti, verbali, libri, lettere, mail e quant’altro possa riguardare le singole Denominazioni di Origine Vinicole Italiane, poi da riassumere ed in qualche modo raggruppare in un contesto unico ed agevolmente disponibile e visitabile per chiunque voglia conoscere ed approfondire tutta questa importante materia.

Per questo il prossimo 23 settembre al Salone Marescalchi del castello paleologo Andrea Desana, Presidente del Comitato Casale Monferrato capitale della Doc, presenterà e modererà quindi gli interventi della dott.ssa Sara Anselmo, funzionario archivista della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta, ovvero l’organo pubblico del Ministero della Cultura che ha rilasciato al “Centro Doc Paolo Desana” il Riconoscimento di “Bene Storico Particolarmente Importante”, che informerà delle potenzialità poste in essere proprio dal citato Riconoscimento, di Francesco Emanuele Benatti, Responsabile dell’Archivio Storico e della Biblioteca della Unione Italiana Vini di Milano che nell’occasione presenterà il volume “Dai Vini Tipici al Testo Unico”, recentissimo vincitore del Prix Oiv (Organisation de la Vigne et du Vin, ovvero l’Onu del settore) e che ha preso per mano il Comitato Doc casalese ad ottenere il prestigioso riconoscimento, Angelo Radica, Presidente della Associazione Nazionale Città del Vino forte di quasi cinquecento città del vino associate di cui fa parte anche il comune di Casale Monferrato, e Claudio Rosso, Presidente della Associazione albese “Radici” che potrebbe interpretare un ruolo importante nell’opera di digitalizzazione dei documenti più significativi che saranno inseriti nell’Archivio Nazionale dei Vini Doc Italiani.

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