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Camagna Monferrato, record di presenze per la VII Pastasciutta Antifascista

Sabato 25 luglio grande partecipazione anche al convegno Isral, con la presentazione dei Quaderni di Storia Contemporanea 77-78

CAMAGNA MONFERRATO

Due appuntamenti diversi, ma uniti da un unico filo conduttore: la volontà di trasformare la memoria in patrimonio condiviso della comunità. Camagna Monferrato ha vissuto una giornata di grande intensità culturale e civile con la presentazione dei Quaderni di Storia Contemporanea 77-78 dell'Isral – Istituto per la Storia della Resistenza di Alessandria – e con la 7ma edizione della Pastasciutta Antifascista, che ha fatto registrare un nuovo primato di partecipazione.

Il pomeriggio è stato dedicato alla presentazione della rivista scientifica dell'Istituto, che raccoglie contributi originali sulla storia del territorio e della Resistenza. Tra questi anche la ricerca di Luca Beccaria, dedicata alla nascita del Museo di Camagna, il lungo percorso che ha portato dalla casa natale dei fratelli Eusebio e Vitale Giambone alla realizzazione di uno spazio museale capace di raccontare l'antifascismo, la Guerra di Spagna e la Resistenza attraverso le vicende di uomini e donne del territorio.

Nel corso del suo intervento, Beccaria ha inoltre presentato in anteprima il nuovo filone di ricerca che accompagnerà l'attività del Museo e del futuro Centro di documentazione: lo studio dei diciotto camagnesi schedati nel Casellario Politico Centrale del regime fascista. Un patrimonio documentario straordinario, conservato presso l'Archivio Centrale dello Stato, che restituisce volti, storie e percorsi di emigrati, operai, contadini e artigiani sorvegliati dalla polizia politica perché ritenuti "sovversivi". Dalle vicende dei fratelli Cazzulino in Australia fino agli antifascisti emigrati in Argentina e Francia, è emersa una rete internazionale di solidarietà e di opposizione al fascismo che dimostra come la storia di un piccolo paese possa dialogare con quella del mondo.

Parole che hanno trovato un'importante cornice negli interventi istituzionali. Il presidente dell'ISRAL, Mariano Santaniello, ha ricordato il tributo pagato dal territorio alessandrino durante la guerra di Liberazione, richiamando la tragedia della Benedicta, «la più grande strage di partigiani combattenti della Resistenza italiana», costata la vita a circa centocinquanta giovani sui monti e a un numero analogo nei campi di concentramento. «In un territorio come il nostro – ha osservato – significa che in quella zona non c'è famiglia che non abbia avuto un contatto diretto con quella tragedia». Da qui il richiamo a una memoria che non può limitarsi alla commemorazione: «I luoghi della memoria non possono essere solo ceneri da contemplare. Devono diventare luoghi di resistenza attiva contro l'autoritarismo e il fascismo strisciante che attraversano i nostri giorni».

Sulla stessa linea si è inserito l'intervento del consigliere regionale Domenico Ravetti, che ha rilanciato la necessità di investire con maggiore decisione nella valorizzazione dei luoghi della memoria, inserendoli in una rete museale diffusa e sostenendone la crescita anche sotto il profilo professionale. «Il volontariato da solo non basta – ha sottolineato – la ricerca rigorosa ha un costo e la sua sostenibilità deve diventare un obiettivo delle istituzioni». Una visione che guarda al futuro, immaginando guide formate, narratori della Resistenza e percorsi storico-turistici capaci di trasformare questi luoghi in presìdi permanenti di cultura, conoscenza e cittadinanza attiva, senza tralasciare l'aspetto della ricaduta economica e occupazionale.

L'incontro ha confermato il ruolo che il Museo della Resistenza del Monferrato intende assumere: non soltanto luogo di conservazione della memoria, ma laboratorio permanente di ricerca, capace di riportare alla luce pagine inedite della storia locale e di metterle a disposizione della collettività.

La serata è poi proseguita con la VII Pastasciutta Antifascista, che quest'anno ha raggiunto un traguardo significativo. Organizzata volutamente il 25 luglio, nella data esatta della caduta di Benito Mussolini e del suo arresto nel 1943, la manifestazione ha superato il già straordinario successo dell'edizione precedente, nonostante il moltiplicarsi di iniziative analoghe organizzate nello stesso periodo in molti centri del territorio.

A metà della cena è stato ricordato il significato originario della ricorrenza attraverso la lettura del celebre passo tratto da I miei sette figli di Alcide Cervi, nel quale si racconta la prima pastasciutta offerta dalla famiglia Cervi a Campegine il 25 luglio 1943.

Quel piatto di pasta distribuito gratuitamente rappresentò la speranza che la guerra fosse finalmente finita e che cessassero lutti e sofferenze. Solo in seguito sarebbe iniziata la stagione più difficile della Resistenza armata, ma quella tavolata rimase il simbolo della libertà ritrovata e della condivisione.

Anche a Camagna quello spirito continua a vivere. Il successo della manifestazione è stato, infatti, il risultato del lavoro corale ai tanti volontari, provenienti non soltanto dall'ANPI ma dalle numerose realtà associative del paese, a testimonianza di una comunità che sa ancora ritrovarsi attorno ai valori della collaborazione, della memoria e dell'impegno civico.

Un sentito ringraziamento va all'Amministrazione comunale, ai volontari dell'ANPI e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della giornata.

Un grazie particolare all'Associazione Camagna Paesaggi Arte e Cultura (PAC),alla Pro Loco, all'azienda agricola di Paolo Rota (Cascina Mongaudio) per i salumi particolarmente apprezzati dai partecipanti e al Ristorante La Rocca, per la riuscita della serata.

Una rete di persone e associazioni che ha dimostrato, ancora una volta, come la memoria condivisa possa diventare occasione di partecipazione, amicizia e autentica vita di comunità.

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