Dall'ex sindaco di Terruggia Giovanni Bellistri riceviamo e pubblichiamo integralmente: “Il dibattito sul ritorno dell'energia nucleare in Italia si è riacceso bruscamente a seguito dell'accelerazione impressa dal Governo in carica. L'esecutivo punta infatti a definire un quadro giuridico chiaro entro l'estate tramite una legge delega, inserendo i reattori nucleari nel piano energetico nazionale. Questa scelta, sostenuta da Confindustria ed Enel, spacca profondamente lo scenario politico tra favorevoli e contrari. Da un lato, i promotori evidenziano ragioni pragmatiche, legando l'atomo alla sicurezza, ai costi energetici inferiori e alla riduzione della dipendenza estera. Dall'altro lato, gli oppositori bollano l'operazione come una scelta fuori tempo e densa di implicazioni socio economici”.
“Diverse e intrecciate tra loro sono le perplessità che emergono sull’intenzione di re-investire sul nucleare. Prime tra tutte il tema dei costi. Il nucleare è una delle tecnologie energetiche più onerose in assoluto sul piano degli investimenti iniziali. La costruzione di una centrale richiede decine di miliardi di euro, tempi lunghi di progettazione e una forte partecipazione pubblica. In Europa, numerosi progetti hanno accumulato ritardi e incrementi di spesa ben oltre le stime iniziali. Per un Paese come l’Italia, che non dispone più di una filiera nucleare operativa da oltre trent’anni, il rischio sarebbe quello di affrontare costi enormi senza ottenere benefici concreti nel breve periodo”.
“Il problema principale, infatti, è il tempo. Per costruire una centrale nucleare servono permessi, lavori e controlli. Tutto questo richiede più di dieci anni. Ma a noi serve energia subito per affrontare la crisi energetica ed energia pulita per fermare l'inquinamento. Per questo, molti esperti dicono che conviene investire sulle energie rinnovabili, come il sole e il vento, che sono già pronte e costano meno. Oltre al tempo e ai costi alti, ci sono altri problemi importanti. Bisogna decidere dove mettere i rifiuti radioattivi e dove costruire le centrali. A tal riguardo occorre ricordare che nel nostro territorio, Trino Vercellese, ci sono oltre 1500 metri cubi di scorie radioattive in attesa di essere stoccate in un sito ancora non individuato. Serve anche trovare il combustibile e convincere i cittadini che vivono in quelle zone. Risolvere queste questioni è difficile, costa molto e richiede l'accordo di tutti”.
“Tra tutte le problematiche sollevate, emerge inoltre la questione democratica. Occorre infatti ricordare che in Italia la scelta del nucleare è stata respinta da due referendum popolari. Il disastro di Chernobyl nel 1987 e la crisi di Fukushima nel 2011. Due date segnate da due consultazioni che hanno espresso in modo inequivocabile la diffidenza della maggioranza degli italiani verso il nucleare. Per tale ragione, questa opzione non rappresenta soltanto la scelta di un modello di sviluppo energetico, ma chiama in causa il rapporto tra le decisioni politiche e il consenso dei cittadini. Il pronunciamento della collettività non può essere sottovalutato, poiché in esso si riscontra una precisa scelta di campo che rifiuta il nucleare ritenendolo nocivo, e un suo ripristino rischierebbe di dividere profondamente l’opinione pubblica”.
“La questione democratica trascina con se una questione molto importante, cioè la transizione verso un modello basato sulle energie rinnovabili non risponde solo a criteri di urgenza ambientale, ma ridefinisce i rapporti di potere attraverso una struttura decentrata e diffusa sul territorio, che distribuisce la produzione e la governance energetica direttamente nelle mani di cittadini e comunità locali, rendendola più democratica. Al contrario, l'energia nucleare impone un modello industriale fortemente centralizzato e verticistico, che sottrae il controllo energetico alle collettività e concentra enormi in singoli punti critici. Questa centralizzazione si traduce in vulnerabilità sia come bersagli in caso di conflitti, sia in criticità legati alla fragilità del territorio come quello italiano esposto a fenomeni sismici”.



