Una protesi d’anca 'su misura' al Santo Spirito di Casale Monferrato

La nuova tecnologia utilizzata dall’equipe diretta dal dottor Danilo Chirillo, per risolvere il complesso caso di una paziente ottantenne

CASALE MONFERRATO

Stampa del titanio in 3D: è questa la tecnologia, in Italia ancora poco comune, che ora è disponibile anche al Santo Spirito di Casale Monferrato ed è stata recentemente utilizzata all’ospedale di Casale Monferrato dall’equipe diretta dal dottor Danilo Chirillo, per risolvere il complesso caso di una paziente ottantenne.

La signora, che aveva già subito diversi precedenti interventi all’anca, presentava un imponente difetto osseo ed una completa instabilità articolare. Il dottor Chirillo ha potuto risolvere il caso ricostruendo accuratamente l’anatomia della paziente stabilizzandone l’articolazione con una protesi monoblocco in lega di Titanio, disegnata su misura e prodotta con la stampa 3D partendo dalle immagini TAC della paziente stessa.

Anche gli strumenti e le prove dell’impianto sono state prodotte su misura con tecnologia di stampa 3D.

Tutto ciò ha inoltre permesso di ridurre i tempi chirurgici e anestesiologici con enorme vantaggio per la paziente.

La protesizzazione dell’anca e del ginocchio da anni è divenuta una pratica abbastanza comune atta a permettere ai pazienti, che sono prevalentemente anziani, di conservare una buona qualità della vita ed una piena autonomia funzionale. Nel 2018 in Italia sono state impiantate più di 70.000 protesi d’anca e 55.000 protesi di ginocchio (dati Centro studi Assobiomedica).

 

La diffusione degli impianti protesici, unitamente alla costante crescita dell’età media della popolazione comporta purtroppo anche una crescita delle problematiche relative alla loro revisione.

Gli interventi di reimpianto hanno attualmente un ritmo di crescita più che doppio rispetto a quello degli impianti primari.

Stanno allo stesso modo diventando meno rari i casi di pazienti che hanno dovuto essere sottoposti a multiple revisioni di impianti articolari.

In questi casi il chirurgo si trova a dover risolvere problemi molto complessi legati alla mancanza di tessuto osseo capace di ospitare il nuovo impianto e alla perdita parziale o totale di tutti i reperi anatomici.

Fortunatamente le nuove tecnologie in questo caso possono venire in soccorso dell’Ortopedico e dei suoi pazienti.

E’ infatti ora possibile procedere ad una ricostruzione tridimensionale dell’anatomia del paziente da operare partendo dalle immagini tomografiche. In questo modo il chirurgo può valutare esattamente in tre dimensioni l’entità del difetto osseo su cui si troverà ad intervenire.

Al contempo, grazie alla stampa 3D del Titanio, conosciuta anche come tecnologia EBM (Electron Beam Melting),è possibile, basandosi sul difetto osseo specifico del paziente, ricostruito grazie alle immagini TAC, disegnare, seguendo le specifiche fornite dal chirurgo, un impianto su misura che si adatti perfettamente al paziente stesso.

“Esprimo grande soddisfazione – ha dichiarato il dottor Chirillo – e ringrazio la Direzione che ha promosso l’utilizzo di questa metodica innovativa”.

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