Operazione 'Nerone': così la polizia ha scoperto e arrestato il piromane

I dettagli delle indagini che, in meno di una settimana, hanno portato all'individuazione dell'autore del raid incendiario di Pasquetta. Stimati danni per oltre 250mila euro

CASALE MONFERRATO

(Nella foto: la conferenza stampa con cui la polizia ha illustrato i dettagli dell'operazione che ha condotto all'arresto del piromane)

Una scia di fuoco e follia che ha spaventato e allarmato l'intera città di Casale Monferrato nella notte di Pasquetta. La polizia ha individuato e arrestato il piromane autore del raid vandalico che aveva incendiato undici automobili, una motocicletta, due esercizi commerciali (non indirettamente, ma in quanto raggiunti dalle fiamme) e il dehors del Circolo Lavoratori Ronzonesi, fra l'una e le tre della notte fra il 2 e il 3 aprile.

È un casalese di 48 anni, il cui nome è secretato dalla procura della Repubblica di Vercelli in quanto le indagini sono ancora in corso. Da parte nostra, anche se questo nome circola in città e in internet da alcune ore e sia ormai di dominio pubblico, preferiamo attenerci alla richiesta della procura.

Il fermo è stato convalidato sabato mattina dal gip del Tribunale di Vercelli, che ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere.

LE INDAGINI

E' stata chiamata 'Nerone', con l'imperatore pazzo che incendiò l'antica Roma, l'operazione che ha portato all'identificazione e al fermo del piromane. I dettagli sono stati esposti durante la conferenza stampa tenuta dal Vice Questore aggiunto Carmine Bagno, alla presenza degli uomini dell’Ufficio Investigativo e della Squadra Volante.

Il raid sarebbe partito da piazza San Francesco (le foto accanto si riferiscono a quell'episodio),poi verso via Paleologi e via Leoni, il ritorno verso via Savio per proseguire in corso Manacorda, via XX Settembre fino al Circolo Lavoratori Ronzonesi.

 

Decisivi per l'identificazione i fotogrammi ripresi dalle telecamere della Banca del Piemonte, in cui si vede chiaramente l'uomo mentre appicca il fuoco. Per ricostruirne l'identità è stato decisivo la prontezza degli agenti della Volante che, guardando le immagini hanno riconosciuto dall'abbigliamento un uomo identificato durante un controllo, per altri motivi, qualche sera prima.

Questa è stata la svolta. Nella notte del 5 aprile, il piromane è stato sottoposto a fermo di polizia e la sua abitazione perquisita: sono stati rinvenuti gli abiti e le scarpe che indossava durante il raid e, nascosta su un armadio, una lattina di liquido infiammabile Zippo. È cosi scattato l'arresto e, il mattino seguente, è stato accompagnato a Vercelli per la convalida dell’arresto. Il pm titolare dell’inchiesta ha richiesto ed ottenuto per l’indagato, la misura cautelare della detenzione in carcere.

 

Le indagini proseguono in relazione ai precedenti raid (quello, altrettanto devastante, della notte di San Valentino e due, più contenuti, l'estate scorsa e nel gennaio di quest'anno). É altamente probabile che la mano sia la stessa, ma naturalmente tutto deve essere confermato da prove.

Al momento l'uomo non ha confessato e ha negato ogni accusa.

I DANNI

Da una stima approssimativa i danni, per il raid di Pasquetta, ammonterebbero ad oltre 250mila euro. Le persone danneggiate possono costituirsi parte civile nel procedimento penale che si aprirà nei confronti del piromane.

(Nella foto accanto: il contenitore con il liquido infiammabile utilizzato per appicare gli incendi)

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