'Essere ribelli per non essere mediocri': la commemorazione della Banda Tom

Una veste rinnovata e moderna per la cerimonia che ha ricordato il 73mo anniversario dell'eccidio dei partigiani monferrini. Prolusione di Fabrizio Meni e musiche degli studenti di 'Trevigi' e 'Balbo'

CASALE MONFERRATO

(Nella photogallery: le immagini più significative della commemorazione della Banda Tom)

“Il ricordo della Banda Tom e i valori della Resistenza e dell'antifascismo devono essere più vivi che mai, soprattutto in un'epoca come quella attuale in cui ci sono pericolosi rigurgiti fascisti e razzisti”. È questo il messaggio uscito sabato mattina dalla commemorazione dei martiri della Banda Tom, nel 73mo anniversario dell'eccidio commesso dai nazifascisti, che si è svolta nel corso di una cerimonia dal taglio più moderno e rinnovato.

Buona l'affluenza del pubblico nei tre momenti fondamentali (messa in Duomo, cerimonia in Teatro, deposizione delle corone alla Cittadella): fra le autorità presenti i tre parlamentari locali Fabio Lavagno, Daniele Borioli e Federico Fornaro, il presidente della Provincia Gianfranco Baldi, il consigliere regionale Domenico Ravetti.

(Gli allievi della 'Trevigi e Paolo Bonfanti in 'The Partisan' di Leonard Cohen)

Germano Carpenedo ha aperto la cerimonia al Teatro Municipale rivolgendosi ai giovani presenti, parlando della “violenza fisica e psicologica che manipola i cuori e le menti”.

Il sindaco Titti Palazzetti ha ricordato “i recenti rigurgiti razzisti, le frasi inammissibili in campagna elettorale poi giustificati come 'lapsus', le forme di falsa democrazia – come i populismi – che minano la vera democrazia” e ha concluso con la soddisfazione per la nomina di Liliana Segre a senatrice a vita della Repubblica.

Gabriele Farello ha aperto il suo intervento ricordando “il sorriso contagioso del partigiano Pietro Falda”, recentemente scomparso, e Rosetta Santambrogio, sorella di Luigi, uno dei martiri della Banda Tom, che non ha potuto partecipare alla cerimonia ma di sicuro era lì con il cuore.

(La Colibrì Band del 'Balbo' e Paolo Bonfanti in 'Tredici' degli Yo Yo Mundi)

La prolusione ufficiale quest'anno spettava a Fabrizio Meni, docente del 'Balbo': “Qual è il significato di fascismo e antifascismo ai giorni nostri? Ecco il fascismo è pensare da vecchi, è l'indifferenza, è il non occuparsi della cosa pubblica, è la mediocrità. Essere antifascisti è essere giovani, che naturalmente non è solo una questione anagrafica, è essere ribelli, non accettare il conformismo, il servilismo, il quieto vivere. È battersi per una società più giusta. Ragazzi, siate ribelli per non essere mediocri!”

(Gli allievi della scuola media 'Trevigi', la Colibrì Band e Paolo Bonfanti in 'Hallelujah' di Leonard Cohen)

Nel solco di una cerimonia che vuole rinnovarsi per essere più contemporanea gli interventi musicali sono stati affidati agli allievi del corso musicale della scuola media 'Trevigi' e alla Colibrì Band dell'istituto 'Balbo', sotto la supervisione di Paolo Bonfanti. Tre i brani proposti – 'The Partisan' e 'Hallelujah' di Leonard Cohen, 'Tredici' degli Yo Yo Mundi – e tanti applausi.

Al termine trasferimento in Cittadella per la deposizione delle corone sulle lapidi dei tredici martiri della Banda Tom e del partigiano Gaetano Molo.

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