Appalti pilotati nelle Ipab e case di riposo: 35 indagati dalla procura di Vercelli

Un'inchiesta nata a Casale Monferrato a fine 2015, coinvolto anche un casalese

VERCELLI

Sono ben 35 le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza di Vercelli sulle gare di appalto per la gestione di alcune Ipab e case di riposo in Piemonte e in Liguria.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Vercelli, i cui dettagli sono stati illustrati ieri mattina in una conferenza stampa a Vercelli, ha messo in luce un sistema che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato utilizzato per favorire una società di Vercelli operante nel settore delle case di riposo e dell'assistenza agli anziani.

Un'inchiesta che è nata a Casale, dalla nota vicenda dell'assegnazione di un appalto per i servizi scolastici che aveva coinvolto, nel dicembre 2015, l'ex presidente del consiglio comunale Davide Sandalo che venne arrestato con l'accusa di tentata concussione (e poi condannato in appello a un anno e quattro mesi).

Dopo le indagini condotte dalle Fiamme Gialle di Vercelli, il gip ha emesso quattro misure interdittive nei confronti di Massimo Secondo, presidente della Punto Service di Vercelli, dei vertici dell'Ipab Borsalino di Alessandria, il presidente Maria Ghè e il direttore Gianpaolo Paravidino e del presidente della commissione di gara, il casalese Paolo Barbano (che è anche direttore della casa di riposo di Casale Monferrato). I reati contestati sono corruzione e turbata libertà degli incanti.

Secondo l'accusa, gli indagati costruivano bandi 'su misura' per la società individuata come quella vincitrice: nelle gare le veniva attribuito un punteggio nel "capitolato tecnico-qualitativo" talmente elevato che le altre partecipanti non potevano colmare il gap. A fronte di questi vantaggi, la Punto Service avrebbe offerto favori personali, tra cui assunzioni, e regali.

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