'Totale assenza di informazioni sulla nuova centrale idroelettrica'

Intervento di Alberto Costanzo, presidente del Circolo Vox Italia di Casale Monferrato

CASALE MONFERRATO

Da Alberto Costanzo, presidente del Circolo Vox Italia di Casale Monferrato, riceviamo e pubblichiamo questo intervento sulla nuova centrale idroelettrica: “A Casale Monferrato – scrive Costanzo – siamo dunque ormai prossimi all’avvio del funzionamento della centrale idroelettrica a valle del ponte ferroviario e all’attivazione della relativa diga sul Po”.

“Doverosi complimenti, meritatissimi, all’impresa costruttrice, ai tecnici e alle maestranze per la realizzazione di un’opera di alto contenuto tecnologico”.

“Però, purtroppo, dobbiamo rilevare che sono rimasti totalmente privi di risposta gli interrogativi che il Calca prima, e noi dopo abbiamo posto, anche tramite i giornali”.

“Rammentiamo che la diga si trova in prossimità dell’abitato cittadino, praticamente a poche centinaia di metri dal centro della città (bi-alluvionata!) e costituisce il terzo ostacolo, insieme al ponte stradale e al ponte ferroviario, al naturale deflusso delle acque. Ogni sbarramento artificiale sul fiume può diventare fonte di pericolo, perché si è concessa la costruzione di tale diga in prossimità della strettoia davanti alla Nuova Casale senza prima aver realizzato l’arretramento dell’argine Cascina Consolata? Questo fa alzare notevolmente i livelli idrici nel tratto più critico del fiume Po, proprio quello che attraversa la città… E l’accumulo di materiale (ghiaia, sabbia, detriti) provocato dallo sbarramento, come verrà smaltito? E quando la chiusa (ricordiamolo: mobile) verrà aperta, quale sarà l’effetto della liberazione della massa d’acqua a valle della chiusa stessa?”

“Ma anche al di là dei rischi, l’assenza di informazione è totale. Che cosa si sa dell’impatto della centrale sulla vita della città? Quali saranno le ricadute? Quanti casalesi troveranno occupazione nella centrale: dieci, cinquanta, cento? O nessuno? Quali misure compensative l’impresa dovrà trasferire al Comune? Si è valutato che, alla luce della giurisprudenza in materia, l’obbligo di trasferire misure compensative pecuniarie potrebbe essere nullo, e quindi si sono studiate forme alternative più sicure? Nessuno conosce le risposte a queste domande!”

“La decisione di regalare un fiume ad un privato perché ne tragga profitto costituisce già, di per sé, una scelta di estremismo liberista che suscita le più ampie perplessità, soprattutto in un settore strategico come quello energetico. Se proprio tale decisione deve essere assunta perché la politica nazionale la impone, ci si attenderebbero quanto meno una maggiore attenzione e una maggiore sensibilità verso le legittime domande che si pongono i cittadini che vivono sul territorio!”

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