Referendum: incontro pubblico sulle ragioni del 'No'

Venerdì 18 settembre, alle 21, presso la sala D'Alencon dell’Hotel Candiani, organizzato dall'Anpi. Interverrà Francesca Paruzzo

CASALE MONFERRATO

Il 20 e 21 settembre si vota per il referendum confermativo della riforma costituzionale che riduce il numero di parlamentari; contemporaneamente si vota in sette Regioni, in più di mille Comuni per la tornata elettorale delle amministrative, per le elezioni suppletive nei collegi Sardegna 03 e Veneto 09 del Senato. Con la riforma costituzionale il parlamento passerà dagli attuali 630 deputati a 400 e dagli attuali 315 senatori a 200: è un taglio di oltre il 36%.

Spiegano dalla sezione cittadina dell'Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d'Italia: “La scelta di accorpare il referendum e il voto in un’unica data, per di più così ravvicinata e immediatamente dopo il periodo festivo, renderà impossibile fornire ai cittadini in campagna elettorale un’adeguata informazione sul tema referendario, che è molto importante poiché comporta una rilevante modifica della nostra Costituzione”.

“Inevitabilmente tanti elettori, portati alle urne dalle contemporanee elezioni amministrative e regionali, saranno costretti a votare in modo frettoloso e superficiale, non avendo sufficienti elementi di conoscenza per giudicare se il taglio dei parlamentari proposto sia una scelta giusta, opportuna e ponderata, o meno”.

Per questi motivi e per sostenere le ragioni del 'No', venerdì 18 settembre, alle ore 21 all’Hotel Candiani in Via Candiani d’Olivola 34, Sala d'Alençon, la sezione Anpi di Casale Monferrato organizza un incontro pubblico con Francesca Paruzzo, avvocato e dottoressa di ricerca in Diritto Costituzionale presso l'Università degli Studi di Torino.

“Si tratta dunque di un referendum – concludono dall'Anpi – che fa leva su di una indubbia crisi di rapporti tra l'opinione pubblica e le istituzioni. Anziché cercare di correggere comportamenti e prospettive, alcuni partiti hanno scelto la strada della delegittimazione del Parlamento. Alla fatica del dialogo tra diversi, si preferisce l'idea "dell'uomo solo al comando" che è al fondo di un taglio così drastico e che lascerà intere zone d'Italia senza rappresentanza. È il vero tradimento dello spirito costituzionale. Ma c'è ancora una speranza: votare 'No' convintamente”.

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