'Recupero dell'ex Leardi: ancora promesse da marinaio'?

Interrogazione di Giorgio Demezzi sull'area in cui sorgeva la scuola media, distrutta da un incendio nel 2013

CASALE MONFERRATO -

Il consigliere comunale di Forza Italia Giorgio Demezzi ritorna alla carica sul recupero dell'area ex-scuola Leardi, lasciata in uno stato di abbandono, dopo che in risposta ad una sua precedente interrogazione l'assessore ai Lavori Pubblici Sandro Teruggi aveva promesso un intervento di riqualificazione.

Demezzi insiste: "Ancora una volta è stata fatta una promessa da marinaio, infatti nel piano triennale dei lavori pubblici del 2016 ed anche del 2017 non sono state previste risorse per questo importante intervento. Solo i progetti compresi nel piano triennale possono esprimere la reale volontà di questa amministrazione di dare risposte ai bisogni della nostra città, il resto sono chiacchiere e promesse disattese”.

Aggiunge Demezzi: "Ormai il tempo a disposizione per questa amministrazione per progettare/realizzare interventi è limitato e toccherà probabilmente alla prossima amministrazione risolvere il problema. Tra l'altro era stato anche preso l'impegno con la Polizia di Stato per l'apertura di un varco carraio, non si è saputo più nulla. In quest'area anche i cani hanno difficoltà a passeggiare per i tanti vetri sparsi ovunque”.

Tuona Demezzi: "Dopo l'incendio del giugno del 2013 avevamo avviato la pratica con l'assicurazione per avere un risarcimento e nel 2014 l'assicurazione ha riconosciuto un importo di 156mila euro, ben superiore alla spesa effettuata e questi soldi sono entrati nel bilancio 2014 e naturalmente anche questi utilizzati dal sindaco Titti Palazzetti per il Cova".

“Dopo l'abbattimento – conclude Demezzi – sembrava normale riqualificare questa ampia area a ridosso del centro storico, altrimenti destinata al degrado e all'abbandono, ma questo non è avvenuto. La responsabilità è tutta della nuova amministrazione e sono proprio curioso di sentire quale risposta mi sarà data in consiglio comunale. Mi auguro non ancora chiacchiere parlando magari di progetti fantasiosi di riqualificazione sociale e culturale".

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