'Per rilanciare Casale Monferrato ci vuole un'alleanza straordinaria'

Una proposta da parte di Carlo Baviera: 'Serve uno sforzo eccezionale che deve essere un qualcosa di più alto, di più avanzato, di innovativo'

CASALE MONFERRATO

Carlo Baviera, ex assessore alla Cultura nella prima giunta Mascarino, ci ha inviato questa lunga riflessione con una proposta per le prossime elezioni amministrative del 2019 che, ormai, non appaiono poi così lontane. La pubblichiamo integralmente.

“Siamo, molto probabilmente, ad un passaggio importante non solo a livello generale (i grandi avvenimenti e le nuove realtà dalle migrazioni, alle modificazioni climatiche, dalla necessità di fonti energetiche nuove e rispettose dell’ambiente, all’accelerazione dello sviluppo tecnologico in ogni campo di vita e lavoro),ma anche in Italia dove c’è un riassestamento delle alleanze, un riposizionamento per poterle guidare, un tentativo di riaggregare movimenti politici”.

“Credo che un passaggio importante possa esserlo anche ai livelli locali. Penso in modo particolare a Casale Monferrato. Qui ad iniziare dagli anni Ottanta, dopo anni di guida amministrativa di centro sinistra (pur con formule e aggregazioni anche originali) e poi dopo una Giunta definita anomala (DC-PRI-PCI) ed infine di giunte che potremmo etichettare come “uliviste”, vi fu a tornata a guida “centro-destra”. Per poi ritornare ad una formula sostanzialmente di centro sinistra”.

“Ora anche a Casale Monferrato, soprattutto dopo le elezioni amministrative primaverili svoltesi in molte città italiane, con i risultati che tutti conosciamo, viene il momento – in vista del 2019 – dei primi rendiconti, delle valutazioni, della ricerca di prospettive, di possibili alleanze tra (e qui il riferimento è al centro sinistra) i gruppi, le sensibilità i partiti che appartengono alla parte del campo di azione riformatore e democratico”.

“Immagino che chi di dovere: segreterie, amministratori pubblici, persone significative di associazioni varie, mondo economico e sindacale, tutti cercheranno di rinfrescare una formula, di approfondire e aggiornare programmi, di ridare slancio ai militanti, di spiegare in modo più approfondito e preciso quanto si è fatto in questi anni, ciò di cui gli amministratori vanno fieri o ritengono loro realizzazioni importanti”.

“Del resto, a parti invertite, sarà ciò che si verificherà nell’azione delle opposizioni. In pratica, gli avversi schieramenti si posizioneranno per lo scontro finale, a conquistare la guida di Palazzo San Giorgio”.

******************

“Mi sia consentito un piccolo passo indietro.

La nostra generazione, quella con i capelli ormai grigi (o bianchi),ha operato pensando ad alcuni obiettivi, ottenendo qualche risultato, ha disegnato la città basandola su alcuni valori e sensibilità. Riepilogo rapidamente: si è intrapresa una forte battaglia contro la corruzione e il malaffare nella vita pubblica, si è dato vita a discariche pubbliche, alla risistemazione dell’acquedotto dopo l’inquinamento con nuovi punti di captazione e la diffusione ad altri Comuni del servizio, si è riusciti nel mantenimento dell’Azienda Multiservizi Casalese (AMC) senza cedere a svendite, si sono incrementate le politiche di socio-assistenziale delegandole all’Asl anziché gestire con Consorzi, effettuato il recupero dei grandi contenitori culturali (Teatro, Castello, S. Croce/Museo),rimesso a posto e ridisegnata urbanisticamente la città (dalla ZTL ai sensi unici, dalla zona Cittadella a quella di S. Bernardino come poli di sviluppo turistico e sportivo, dallo sviluppo dell’area industriale fino al rilancio del quartiere Ronzone e al Parco Eternot sulle ceneri della fabbrica che lavorava l’amianto),iniziato un impegno di rilancio turistico; si sono anche assorbiti e integrati, senza eccessive tensioni, 900 albanesi trasferiti in città dopo in primi sbarchi, e affrontato 2 alluvioni senza vittime; unificato il territorio in una visione più collaborativa nella gestione dell’ASL (prima della stagione dei managers) e del Comprensorio, contribuendo a formare una classe dirigente di qualità e riuscendo a darsi una rappresentanza provinciale, regionale e parlamentare collegata alle persone e alle amministrazioni (cosa che si è cercato di continuare attraverso la costituzione dell’Associazione dei Comuni del Monferrato)”.

*******************

“Ora serve, di fronte alle emergenze occupazione ed economico-sociale, che si ribaltano sulla contrazione dei Servizi (Sanità, Tribunale, Sezione Universitaria) e dei Trasporti, non tanto o solo risposte e ricette di una parte politica contro l’altra. Serve uno sforzo eccezionale, straordinario, che deve essere un qualcosa di più alto, di più avanzato, di innovativo; che veda nella sostanza la possibilità di mettere insieme il meglio che questa città può dare (di idee, di progetti, di donne e uomini, di esperienze, di rapporti con i livelli superiori, ecc.) in una formula innovativa, che superi i classici centro destra/centro sinistra”.

“C’è da chiedersi se non è venuto il momento di immaginare, di fronte alla debolezza attuale e alla marginalizzazione che subisce nonostante i tentativi di sviluppo e innovazione, se non si può dar vita ad una Amministrazione che, proprio perché non solo di parte, abbia la forza di andare a rivendicare, nelle forme nei tempi e nei modi opportuni – e se serve meno opportuni – ciò che spetta a Casale che ha pagato un prezzo altissimo per l’amianto, che subisce una continua riduzione demografica per la chiusura di fabbriche, che è isolata nelle comunicazioni, che vede soffrire anche il territorio e i comuni circostanti per le stesse situazioni”.

“Ritengo che sia ora di iniziare a compiere i passi che portino a ragionare di più su quali devono essere le priorità: economiche, produttive, sociali, ambientali, culturali, che anziché scontrarsi aiutino a dialogare. Servirebbe un gruppo iniziale di persone che faccia da garante di un percorso che deve necessariamente essere condiviso dal mondo imprenditoriale, da quello associativo, del volontariato, del sindacato, dei lavoratori autonomi e del mondo professionale, degli ambienti religiosi, della cultura”.

“Un’alleanza basata su forti motivi di moralità politica (concorsi, appalti, e quant’altro che sia controllato e garantisca da furbizie e scappatoie; e in cui gli amministratori non abbiano legami di impegno lavorativo nel settore di cui ricoprono le deleghe),su un sistema di coinvolgimento e consultazione dei cittadini, sulla scommessa del futuro che non sia condizionato dagli interessi immediati di categorie o gruppi (anche se questi non vanno mai calpestati),sulla capacità di pensare in grande e superare i campanilismi sterili e le chiusure corporative e municipalistiche, che metta al centro delle scelte supporti culturali e non semplice pragmatismo”.

“Sicuramente una delle prime scelte dovrebbe essere la capacità di ricercare (mettendo a disposizione aree, contenitori, facilitazioni burocratiche, servizi digitali, ecc.) imprenditori disponibili ad investire qui, a ridare lavoro a trecento / quattrocento persone. Con il lavoro che riparte, può riprendere fiato il resto”.

“E poi altre questioni, forse meno percepite dal cittadino sempre più attento alla concretezza, ma non meno rilevanti: parlo della necessità di stabilire regole per ostacolare il rapporto tra malaffare e politica, tra corruzione e  Consigli comunali, che non è cosa da lasciare integralmente nelle mani del potere giudiziario. Parlo di misure per evitare sospetti e ombre, riguardo a clientele, agli amici degli amici, alle lobby del posto; lobby che possono essere anche (in positivo) associazioni, cooperative, centri di interesse, scuole che sono diventate nel tempo unici interlocutori oppure intoccabili perché svolgono ruoli e presenze positive”.

“Da parte mia ho anche in mente una figura capace di avviare un progetto del genere, di tenere insieme una squadra, di rischiare un’impresa difficile; ma non faccio nessun nome, né ne descrivo le caratteristiche. E ci sono almeno tre o quattro personalità in grado di svolgere questo compito. Questo è, però, l’ultimo tassello del mosaico; prima c’è da lavorare per tutto il resto. Mancando quello dovremo rassegnarci ad una nuova contesa fra i due classici contendenti, al massimo con un terzo ad infastidire; ma per la città sarà poi difficile risalire la china. Anche perché saranno i numeri a penalizzarci”.

Ricerca in corso...