'Non si può discriminare un partito politico riconosciuto dalla Stato e candidato alle prossime amministrative'

Il sindaco Giovanni Bellistri interviene sulla concessione del Teatro del Muse alla lista di CasaPound per la presentazione del programma elettorale

TERRUGGIA

Dal sindaco di Terruggia Giovanni Bellistri riceviamo e pubblichiamo integralmente questo intervento, in risposta al comunicato stama dell'Anpi e alla successive polemiche per la presentazione della lista di CasaPound, avvenuta sabato scorso al Teatro delle Muse.

“Apprendo con rammarico – scrive Bellistri – il comunicato stampa congiunto diffuso dalle tre organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil) unitamente all’Anpi riguardante la concessione dello spazio pubblico del Teatro di Terruggia al partito politico CasaPound per la presentazione del proprio programma elettorale”.

“A tal riguardo mi corre l’obbligo di fare qualche precisazione tecnica, per porre la questione nel giusto contesto nella speranza di sgombrare il campo da interpretazioni non corrette”.

“Sull’argomento va ricordato che la procedura elettorale è regolata da una normativa consolidata, che non può essere interpretata ma semplicemente applicata”.

“In particolare, per quanto riguarda l’individuazione delle aree e piazze pubbliche per le manifestazioni elettorali, la norma che disciplina questo aspetto è la legge 10 dicembre 1993 art. 19 comma 1 e art. 20”.

“Questa norma prevede che i Comuni, a decorrere dal giorno di indizione dei comizi elettorali, con proprie norme regolamentari mettano a disposizione delle forze politiche, che si presenteranno nella competizione elettorale, locali e spazi esterni finalizzati alla campagna elettorale”.

“Il Comune di Terruggia con delibera di Giunta del 23 aprile 2019, prima ancora che si palesassero le liste elettorali intenzionate di partecipare al voto del 26 maggio 2019, ha deliberato di individuare Piazza Vittorio Emanuele III e il Teatro delle Muse come luoghi pubblici fruibili per comizi e/o manifestazioni per le liste in competizione”.

“Va da se che, nel rispetto della norma l’Amministrazione comunale non aveva nessuna diritto di fare discriminazione nei confronti di un partito politico riconosciuto dallo Stato e candidato per le amministrative del Comune di Terruggia”.

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