'No alla scuola in estate, più rispetto per docenti e studenti'

Intervento del consigliere comunale Alessandro Abbate: 'Così si penalizzerebbe anche il turismo...'

CASALE MONFERRATO

Dal consigliere comunale del gruppo misto Alessandro Abbate riceviamo e pubblichiamo integralmente questo intervento: “La scuola in estate? No grazie! Penso di essere stato, tra tutti i miei colleghi 'politici', uno degli unici a non aver espresso un parere nelle settimane precedenti riguardo all'avvento del nuovo governo imposto... Probabilmente perché se avessi parlato in merito, sarei stato necessariamente offensivo e pessimista”.

“Saremmo dovuti esserlo tutti già da dieci anni a questa parte, da quando il concetto stesso di democrazia è venuto a mancare e da quando non abbiamo di fatto avuto più potere concreto di voto, visto che negli ultimi dieci anni, non ha mai governato chi effettivamente ha vinto le elezioni. Ma questo è un altro discorso”.

“Non nascondo che, nonostante io sia per il voto e per il giudizio popolare, in questi giorni ho nutrito una piccola speranza in merito alla nascita di questo governo, probabilmente con la vista offuscata dalla competenza del premier incaricato...”

“Una scelta in nome della 'competenza' che invece già fin dai presupposti, si sta rivelando una supposta per studenti, lavoratori e persone comuni. Ne ho preso ahimè consapevolezza e quindi ho riaperto gli occhi, tornando sui miei passi, quando giorni fa c'è stata l'uscita con la quale si preannunciava un possibile prolungamento del calendario scolastico con ricaduta, sull'ulteriore stress al quale verranno sottoposti alunni e docenti, per non parlare del turismo”.

“Già. Proprio quel turismo sul quale la retorica ha danzato per mesi, sarà la prima vittima di questa genialata targata governo tecnico”.

“Virus permettendo, infatti, la priorità andrebbe data a quei settori che più degli altri hanno subito danni e dunque, negare giugno libero (mese prospero per il turismo quantomeno quello nazionale),mi sembra una follia”.

“Altra cosa: “Gli alunni in dad non hanno ricevuto insegnamenti all'altezza”. Così si è cercato di giustificare questa ipotetica scelta. Una conferma riguardo al fatto che, chi si trova a prendere decisioni sul mondo della scuola non è per nulla a conoscenza di come essa funzioni realmente: la dad è stata una nuova forma di insegnamento, dovuta al periodo di guerra che ancora oggi ci troviamo a vivere, ed ha messo alla prova tutto il sistema scolastico che ha risposto alla grande, risultando infine uno dei settori che meglio ha retto al colpo di questa pandemia. Di certo non sarà stata come la presenza, ma d'altronde se di guerra si parla...”

“Quello che non capisco, ribadisco, è stata la scelta di tagliare definitivamente le gambe ad un settore invece che più degli altri ha patito il periodo covid,e che avrebbe bisogno di ripartire immediatamente, possibilmente già da fine maggio. Una mazzata sui denti per coloro che auspicavano una ripresa sotto a questa guida competente”.

“Ricordiamoci inoltre che siamo esseri umani e non macchine. Che molti di noi non hanno più una vita sociale e che coloro i quali già prima avevano problemi di rapporto, ora si trovano in una condizione sociale ancora peggiore”.

“Noi tutti abbiamo il diritto di godere di quello che sarà il ritorno alla normalità, di godere della nostra estate per come è sempre stata, del nostro mare delle nostre vacanze, del nostro tempo libero e delle nostre famiglie”.

“Turismo e cultura viaggiano di pari passo e visto che arriviamo da un periodo di sacrificio, con mille ferite morali e fisiche, questi cosa fanno? Chiedono altri sacrifici. Per altro inutili. Legati all'esibizionismo verso gli altri paesi e a un finto rigore che non porterà a nulla, se non a distruggere completamente chi già è debole e ha bisogno di ritrovarsi, in tutti i sensi”.

“Mi appello a insegnanti, genitori, presidi e alunni... manifestiamo in tutti i modi il nostro dissenso verso questa follia”.

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