Monferrato Non Conforme: uno striscione sulla crisi Cerutti

'Il nostro pensiero va innanzitutto ai lavoratori e alle loro famiglie, che saranno i primi a pagare in termini di perdita occupazionale la crisi in corso e a cui esprimiamo la più totale solidarietà'

CASALE MONFERRATO

"Nella notte attaccato striscione in via Adam di fronte allo stabilimento Cerutti per dare una risposta all'annosa crisi industriale che sta colpendo il nostro territorio. Consapevoli che le serie difficoltà che sta attraversando il nostro comparto industriale non si risolvono con facili slogan, riteniamo altresì che la nostra azione sia doverosa per lanciare un segnale al mondo politico e sindacale”: così in una nota Monferrato Non Conforme.

"Gli ultimi allarmanti segnali provengono dalla drammatica situazione di due aziende del casalese (Cerutti e Freudenberg) – prosegue Monferrato Non Conforme – di cui è incerta la positiva risoluzione dalle difficoltà in cui si trovano attualmente. Il nostro pensiero va innanzitutto ai lavoratori e alle loro famiglie, i quali saranno i primi a pagare in termini di perdita occupazionale la crisi in corso e a cui esprimiamo la nostra più totale solidarietà”.

“Ma c'è un modo per uscire da questa crisi? Noi crediamo che compito della politica sia quello di attivarsi per far sì che lo stato italiano trovi fondi da destinare alle aziende che, particolarmente in questo difficile momento storico, navigano in brutte acque. Ovviamente siamo distanti dalla concezione neoliberista del presidente Draghi che ha recentemente dichiarato che per le aziende che non ce la fanno non vi sarà alcun aiuto pubblico, destinato solamente a quelle più virtuose”. 

“Crediamo invece che lo stato debba preoccuparsi soprattutto di quelle realtà più in difficoltà e a rischio chiusura i cui costi economici e sociali colpiranno i lavoratori, il territorio e più in generale l'economia della nostra nazione. Ma non solo. Le nostre eccellenze produttive sono sempre più a rischio di fronte a soggetti economici e finanziari privi di scrupoli che si muovono a livello globale e a cui interessa mettere le mani sulle nostre attività rinomate in tutto il mondo”.

“Ulteriore motivo per un aiuto concreto da parte dell'amministrazione statale per una tutela del patrimonio industriale italiano con finanziamenti e leggi mirate a tutelarne gli interessi. Auspichiamo quindi che il nostro intervento possa sensibilizzare il mondo della politica e l'opinione pubblica per trovare soluzioni nel breve periodo in attesa di un rinnovato piano industriale di più largo respiro".

Ricerca in corso...