"La vera violenza è quella che colpirà i lavoratori a partire dal 15 ottobre"

Nuovo intervento di Alessandro Abbate consigliere comunale ed esponente di ItalExit

CASALE MONFERRATO

Da Alessandro Abbate, esponente di Italexit e consigliere comunale nel gruppo misto, riceviamo e pubblichiamo integralmente questo intervento, che prende spunto dalla controversa manifestazione che si è svolta sabato scorso a Roma.

“L'unica violenza – scrive Abbate – è quella che avete fatto nei confronti dei lavoratori. Il tentativo di fare passare una manifestazione di sdegno nei confronti di una misura totalmente irrazionale e che metterà mano al portafogli di migliaia di lavoratori, per una manifestazione fascista, a questo giro non è andato a buon fine”.

“Come sempre ci si è limitati ad analizzare quelle situazioni sfociate nelle maniere forti da parte di un numero contenuto dei partecipanti alla manifestazione e non si è tenuto conto delle tantissime persone perbene e comuni che si sono riversate nelle piazze per dire no a questa follia, comprese persone di una certa età”.

“Ma come si fa ad accettare tutto questo? Come possono coloro i quali si definiscono di sinistra stare dalla parte di questa misura e di questo governo? È inconcepibile ed è preoccupante. Molte persone non sono degne di far parte di una democrazia se tollerano queste cose. E oltre a tollerarle, si arriva a discriminare il prossimo: una situazione vergognosa creata dal governo e mandata avanti da tante persone”.

“Nel mentre noi teniamo duro. nel mentre confidiamo nell'aiuto dei paesi liberi che, attraverso le nostre segnalazioni e un documentario del quale farò parte, auspico potranno intervenire in nostro aiuto per fermare questa follia...pagare per andare a lavorare o lavorare senza percepire stipendio: uno scandalo internazionale che documenteremo,come già precedentemente scritto”.

“Abbiamo sempre detto che il posto di lavoro non si tocca...e invece sono arrivati a toccarlo ...non oso immaginare, presto dove potrebbero arrivare ...di fronte ad una Cedu (Corte Europea dei Diritti Umani) e a un sistema che ha fatto sì che venissero respinti anche i ricorsi internazionali, le uniche armi che abbiamo a nostra disposizione restano l'appellarsi ai paesi liberi che hanno detto”.

“No all'imposizione del certificato e il documentare tutte le situazioni che ci ritroveremo a vivere dal 15: siamo in tanti e dobbiamo restare uniti, nella speranza che i nostri concittadini un giorno tornino a maturare uno spirito critico e un senso di democrazia e umanità che negli ultimi due anni hanno smarrito”.

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