'La trasformazione della Casa di Riposo? Decisa in fretta e solo per motivazioni politiche'

Duro intervento del presidente dell'Associazione Sostenitori Pier Luigi Pilotti: 'Affermazioni contraddittorie da parte del presidente Botta, incomprensibile la posizione di Stura'

CASALE MONFERRATO

Nella tarda serata di lunedì è stata votata (tre voti favorevoli e due contrari) la trasformazione della Ipab Casa di Riposo in in azienda pubblica di servizi alla persona. Una decisione controversa che aveva suscitato, quando si erano diffuse le prime indiscrezioni sulla trasformazione, polemiche politiche da parte del centro destra e dei soci sostenitori della Casa di Riposo e nonostante la Commissione Controllo e Garanzia del Comune avesse chiesto di sospendere il procedimento in attesa di nuovi pareri tecnici.

Sulla questione ospitiamo il duro intervento di Pier Luigi Pilotti, presidente Associazione soci sostenitori Casa di Riposo, che pubblichiamo integralmente.

I soci sostenitori sono l’emergere storico di una presenza sociale. Si possono così sintetizzare – è l'inizio della lettera di Pilotti – la vera essenza dell’Associazione dei Soci Sostenitori e le motivazioni che hanno mosso gli stessi a far valere i diritti non del singolo ma di una gruppo di persone, che senza interessi personali e liberi da ogni dipendenza politica, ha cercato in questi anni di sostenere le attività della Casa di Riposo”.

“Durante l’assemblea straordinaria di sabato pomeriggio è stato chiesto al Presidente dell’Ente, con voto unanime, di non procedere alla votazione della delibera di trasformazione della IPab, proponendo di istituire una commissione di valutazione al fine di avviare un percorso di analisi circa le possibilità messe a disposizione dalla Legge Regionale 12/2017, in subordine di valutare una più equa distribuzione della rappresentanza in seno al Consiglio di Amministrazione”.

“La stessa richiesta, con 4 voti favorevoli e 1 contrario, limitatamente alla sospensione del Consiglio di Amministrazione e alla costituzione di una commissione, è stata formulata dalla Commissione Vigilanza e Garanzia del Comune di Casale Monferrato”.

“Le aspettative sono state disattese e gli indirizzi inascoltati: nella tarda serata di lunedì il Presidente Botta e i consiglieri Gianpaoli e Stura hanno deciso di non dare dignità a quella che sembrava una richiesta tutt’altro che assurda, mettendo ai voti l’approvazione della trasformazione dell’Ipab in azienda pubblica di servizi alla persona”.

“Ciò che più colpisce di questa vicenda sono la fretta e la forza. Il dettato legislativo ha stabilito come scadenza, per la presentazione della delibera, il mese di Marzo del 2019. Si possono dunque intravedere in questa fretta solo motivazioni politiche in vista delle elezioni amministrative previste per la prossima primavera”.

“È bene precisare che qualora la Regione approvasse lo Statuto cosi come deliberato il 15.10 entro il 31.12 p.v. l’attuale consiglio di Amministrazione cesserebbe il suo mandato per essere sostituito da uno nuovo, nominato dall’attuale amministrazione; diversamente il Consiglio attualmente in carica decadrà il 31.12.2019”.

“Vale la pena segnalare che tra i compiti del futuro Consiglio di Amministrazione è prevista la nomina del Direttore dell’Ente”.

“Quando si parla di questo Ente, prima ancora di scegliere la forma istituzionale, è necessario il coinvolgimento di tutte le parti che hanno un ruolo attivo: la storia ha infatti dimostrato che quando tutti collaborano i risultati sono migliori per la Casa di Riposo e la comunità intera”.

“Sicuramente c’è l’amarezza per la mutilazione dei soci e per la mancanza di volontà nel cercare una qualsivoglia rappresentanza della società civile, solo per favorire sempre di più chi intende strumentalizzare questo Consiglio”.

“Non ci hanno lasciato indifferenti le affermazioni false, imprecise e a volte contraddittorie pronunciate da Mario Botta, frutto di superficialità, poca trasparenza e quasi totale assenza di analisi documentale”.

“Incomprensibile la posizione del membro nominato dall’ASL Roberto Stura che, libero da vincoli di mandato, in maniera imprudente e irrispettosa non ha tenuto conto di quanto emerso dalla Commissione Vigilanza e Garanzia citata”.

“La Casa di Riposo è un perno dell’azione assistenziale della città e del territorio monferrino e non deve essere uno strumento della politica”.

“I gravi fatti avvenuti non impediranno ai soci di proseguire con l’attività, a volte silenziosa ma costante, di supporto all’Ente, con lo sguardo sempre fisso agli ospiti e ai suoi operatori”.

 

 

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