'Il progetto del Restauro del Bosco fra le mie priorità in Regione'

Enzo Amich, candidato al consiglio regionale per Fratelli d'Italia, spiega la sua proposta di legge da sottoporre a palazzo Lascaris

CASALE MONFERRATO

Enzo Amich, candidato per il consiglio regionale nelle liste di Fratelli d'Italia, ha già le idee chiare sui suoi primi passi se verrà eletto a palazzo Lascaris. Uno di questi è la presentazione di una proposta di legge per il progetto del Restauro del Bosco. È lo stesso Amich a spiegare di cosa si tratta: “Il progetto del Restauro del Bosco – racconta – dovrà recitare un ruolo di rilievo nel quadro economico agricolo regionale. Sono importanti non solo gli spazi fisici, quali le indispensabili infrastrutture da costruire o completare liberandole dagli attuali incagli burocratici, ma anche spazi istituzionali, sia in fase di proposta che in fase di realizzazione. Il progetto porterebbe al recupero economico e autosostenibile anche in Piemonte di una risorsa straordinaria del Paese, abbandonata da oltre 50 anni, regalando nuova occupazione e riducendo il degrado ambientale e idrogeologico”.

“Per restauro – prosegue Amich – si intendono quegli interventi di miglioramento dei soprassuoli che consistono nella pulitura del sottobosco da infestanti, causa prima degli incendi, diradi dei polloni tagliando e rimozione di tutti i soggetti deformi/guasti o comunque in pessime condizioni vegetative e prive di avvenire”.

“Queste ed altre attività dovranno essere realizzate in base a progetti esecutivi, uno per ogni bosco, presentati dai proprietari, e redatti da tecnici forestali, e successivamente approvati dagli organi competenti dello Stato, che dovranno anche provvedere al collaudo finale”.

“Per questi motivi anche il Piemonte dovrà dotarsi di un’apposita legislazione tesa a risolvere il problema costituito dalle proprietà in cui titolari risultano essere dispersi o irreperibili. L’attività operativa occupazionale interesserà tutta la regione con zone di intervento individuate provincia per provincia”.

“Per questo motivo sarà importante il coinvolgimento delle Categorie Associative di settore. Sono molti gli aspetti positivi nella realizzazione di questo progetto, innanzitutto occupazionale. Alcuni esempi all’interno del bosco restaurato sono: le attività connesse al tempo libero con nuova sentieristica e di conseguenza sviluppo turistico; la riduzione del rischio di incendi, è notizia di soli pochi giorni fa il rogo nella provincia di Alessandria a Denice dove sono intervenuti anche i volontari del gruppo AIB (Anti Incendio Boschivi); la riduzione del rischio idrogeologico, fronteggiando così frane, smottamenti e allagamenti; la pulizia degli incolti, anche come strumento per combattere il rischio di infezione nelle colture quali ad esempio la flavescenza; il restauro del bosco come modalità di re-antropizzare i luoghi abbandonati, il bosco lavorato allontana in modo naturale i selvatici (quali ad esempio cinghiali e caprioli)”.

“Questo mio impegno concreto – conclude Amich – potrà essere realizzato consentendo ai proprietari di attingere ai fondi nazionali e regionali provenienti dall’Europa (PSR) mediante procedure semplici e rapide con una indispensabile eliminazione di inutili e costosi adempimenti burocratici”.

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